...poi ci si domanda perché l'Italia frana!...
Scusate, ma mi è venuta spontanea. Comunque, questa è una delle realtà del geologo in Italia.
Ripartiamo dall'inizio. Ok, un vulcanologo fa il monitoraggio del suo vulcano. Ma:
- non è che per monitorare un vulcano servono centinaia di "vulcanologi". Ci saranno alcuni esperti, e un team di tecnici di laboratorio specializzati nella gestione delle macchine, del software, dell'analisi chimica etc. etc. etc.
Quindi, occorre mettere in conto - nell'ipotesi che non ci sia già la fila fuori - che uno dei (pochi) vulcanologi a) si rompa i coco di quel lavoro, b) vada in pensione; c) schiatti. Teniamo anche conto che, se resta in laboratorio, non si può nemmeno prendere in considerazione l'ipotesi d) muore in un tragico incidente mentre stava campionando gas altamente tossici nel corso di un'eruzione pliniana...
- l'esperto vulcanologo, a cui si affida un compito di così elevata responsabilità, è in gener uno con i contrococo, e un curriculum da paura. Quindi, prima di arrivare all'ìagognato ufficietto ai piedi del vulcano, bisogna fare tanta tanta gavetta in giro su altri vulcani, per acquisire più esperienza possibile. In questa "gavetta" è compresa la selezione naturale, secondo i punti sopraelencati, che porterà a emergere la rosa dei papabili "vulcanologi con i contrococo".
Quindi anche questo va messo in conto. A priori, non sappiamo né se saremo un genietto della vulcanologia, né se avremo il fondoschiena di essere nel luogo giusto al momento giusto.
- una volta "arrivati", si sarà anche, finalmente, un "esperto vulcanologo". Quindi va da sè che, laddove un vulcano inizi a fare le bizze in maniera inaspettata, e si decide di riunire un team di esperti per capirci qualcosa e gestire l'emergenza, si sarà chiamati nell'ufficetto ai piedi di un altro vulcano, magari in Islanda o agli antipodi.
A questo aggiungo anche alcune considerazini strettamente personali:
- l'ufficio preferirei averlo ben lontano dalle pendici di un vulcano italiano...
- fra i vulcani attualmente sotto osservazione perché passibili di eruzioni catastrofiche c'è anche Vavilov... quindi digli anche di preparare le pinne, e mettere in conto un comodo ufficio sottomarino
http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/vulcani_sottomarini.wp?pagtab=5#pag-contentInsomma, da giovani tutti abbiamo sognato... non c'è nulla di male, anzi, è fisiologico.
Però nelle pause in cui si smette di sognare e si pensa di programmarsi il futuro ecco, è meglio appunto smettere di sognare e analizzare concretamente la realtà.
Anch'io sognavo di fare lo "scopritore di giganteschi scheletri di dinosauri completi, nel deserto del Teneré"... poi sono finita a studiare terracce recenti, perché sono di gran lunga più frequenti dei giganteschi dinosauri del deserto...