Carlo, rimane il fatto che con il geofono da 4.5 Hz si vedono bene o benissimo molti contrasti nel range 0.5 - 1 Hz, in funzione anche dell'energizzazione del sistema e della sua messa in risonanza (minore frequenza, maggiore massa, maggior energia richiesta).
L'esempio di Valco San Paolo in Roma è eloquente, con un pronunciato picco dei microtremori a 0.9 Hz confermato da tutti gli altri sofisticati rilievi e dal modello sismostratigrafico (vedi l'articolo di Bozzano e Caserta).

Un altro esempio è il picco del bedrock profondo sotto l'Aquila (0.6 Hz) visibile in molti rilievi con il geofono da 0.45 Hz e confermato da indagini con il Lennarz e dal modello stratigrafico.

Le linee guida Sesame danno l'impressione di essere talora poco flessibili e non mirate alla pratica professionale.

Indubbiamente poi, lo scopo dell'indagine governa l'utilizzo del sensore.

Se lo scopo è quello di individuare risonanze a bassa frequenza (< 0.75 Hz circa), allora lo strumento più adatto sarebbe il Lennarz con sensori di 0.1 o 0.5 Hz, massa cospicua, costo idem, generalmente acquistato dalle università ma non dai professionisti.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)