Originariamente inviato da: Loberto
Non voglio fare l'avvocato del diavolo ma sono solo delle domande e riflessioni per un eventuale acquisto....
dunque, 1) se la soglia di affidabilità è fissata ad 1 Hertz significa che sensori con frequenze maggiori non sono affidabili, o no?;
2) sbagliate o giuste, nuove o vecchie le linee guida SESAME sono queste, e fino alla nuova eventuale edizione rimangono queste, quindi o si adottano o non si adottano non credo che lascino molto spazio a interpretazioni opportunistiche;
3) desumo quindi che la definizione o la non definizione di picchi inferiori a quelli dello strumento diventa "non raccomandabile" con tutte le assunzioni di responsabilità che ne seguono.


Punto 1): non esattamente, la mia interpretazione è che da 1 Hz in su anche sensori con risonanza a maggiore frequenza possono andare bene. Al di sotto di 1 Hz, meno o per niente.
Punto 2: dipende, non si tratta di una normativa, ma dello stato delle conoscenze al 2004. prima dell'invenzione del tromino e dei misuratori ad elevata portabilità.
3): legalmente, se il produttore mi garantisce affidabilità fino ad una certa frequenza, inferiore a quella di risonanza del velocimetro, e se il professionista ha materiale che dimostra la veridicità delle asserzioni del produttore, cosa avrà la prevalenza, linee guida del 2004 o l'evidenza empirica più recente?
Quelle linee guida sono fuorvianti in più di un aspetto...
Vi dico la verità, io stralcio sempre via dalle relazioni anche le condizioni di affidabilità dei picchi, basandomi maggiormente sull'ancoraggio stratigrafico per giudicare l'affidabilità dei contrasti di impedenza segnalati.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)