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Per completezza, la sequenza del 2009 fino al 30 marzo.
(Qui una analisi sintetica: L’inizio e la fine della sequenza sismica dell’Aquila )

Immagini allegate
2009.png (80.9 KB, 1 download)
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Originariamente inviato da: DanielaP
Questi sono gli eventi sismici del 1985 e del 1994 fino alla scossa più forte di ciascun anno. Le scosse più piccole credo non venissero ancora registrate. Gli eventi del 2001 riesco a trovarli solo fino al 26 settembre, non saprei perché. Gli anni precedenti al 1985 non sono nel database. Se si possano definire sciami non saprei, bisognerebbe fare i dovuti calcoli, ma certo sono state scosse avvertibili ravvicinate nel tempo, e mi piacerebbe conoscere le reazioni all'epoca. Perché sarebbe curioso che l'unico terremoto ritenuto prevedibile fosse solo quello poi effettivamente avvenuto...

Si, erano tutti sciami:
Earthquake sequences of the last millennium in L'Aquila and surrounding regions (central Italy)

ABSTRACT

We have analysed the history of seismic activity in the region of L’Aquila to compare the 2009 sequence with previous ones.
Historical catalogues are exhaustive for large shocks, but not for small earthquakes and swarms. Our original compilation highlights repeated seismic sequences from 1315 AD to present. In the 20th century, at least 23 sequences affected the Abruzzi region, 8 of which were very close to L’Aquila. In previous centuries, we found evidence of at least 13 sequences around L’Aquila, with maximum magnitude ~4 to ~5. Only three sequences were followed by stronger shocks (1461, 1703 and 2009). However, many strong events of the region (1349, 1762, 1915, 1950) were not preceded by foreshocks. We describe here the last of these sequences (1985) showing its strong similarity with the 2009 one, except its final evolution (no large event in 1985). Our analysis suggests that seismic sequences alone cannot be considered straight forerunners of incoming strong events.

Ma pure troppo ne stiamo parlando... Riporto il tutto ad utilità di chi passasse di qui e si facesse strane idee sulla prevedibilità dei terremoti (ancora!).

P.s.: comunque, mi chiedevo, queste "intuizioni" a che servirebbero, nel concreto? Che uso ne hai fatto, mccoy? Perché è facile, per chi non si assume responsabilità, parlare di quelle che dovrebbero prendersi gli altri...

Ultima modifica di DanielaP; 28/11/2015 17:11.
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Daniela, mi sono laureato nel 1984 e poi ho lavorato nel settore petrolifero, per cui non avrei potuto fiutare (sbagliando) terremoti di cui parli.

Avrai capito finora che mi diverto a fare il faceto, a differenza di Alex che pecca dal lato opposto, eccessiva serietà.

L'intuito era supportato da molti indizi scientifici, non basato esclusivamente sullo sciame:
-la carta delle massime intensità macrosismiche risentite. Se riesci a reperirla vedrai cosa c'è attorno a l'AQ
-L'articolo DI Boschi, Gasparini e Mulargia
-Alcuni articoli scientifici come quello di Pantosti et al. Sulla faglia di Ovindoli (studi paleosismologici), Piano di Pezza
-La densità di faglie attive nell'area dell'aquilano
-gli studi sulla ricorrenza del forte terremoto a L'Aquila
-La vulnerabilità del patrimonio edilizio aquilano

Si trattava più di legittimi sospetti che di fiuto o intuito.

Come ho applicato l'intuito? Nel mio piccolo, Avvisando colleghi dell'ufficio e anche cittadini sull'autobus, che ricordo in un caso sono scesi dall'autobus pur di non sentirmi. I colleghi di ufficio lo ricordano a tutt'oggi.

Non sono riuscito ad attivare interventi preventivi, ero un pesce molto piccolo nell'ingranaggio regionale, con responsabilità e stipendio limitati. Dopo di che ho cambiato amministrazione.

A cosa serve nel concreto un intuito di questo tipo? A niente, se non è ripetibile. Un metodo per essere scientifico deve essere ripetibile, e deve essere credibile per essere finanziabile.

Giuliani forse era un veggente, ma ha commesso un grave errore: sparare raffiche di assurdità nel convengo all'università Federico II, perdendo ogni potenziale appoggio da chi poteva supportare i finanziamenti e testare il suo metodo-divinazione (sappiamo che molto probabilmente non si trattava di un metodo scientifico).


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In clima di dietrologie, Or ora sto rammentando un fatto abbastanza sconcertante che è emerso durante queste discussioni (e non pubblicato altrove apparentemente).

Posto che la previsione dei terremoti non ha dato finora alcun risultato concreto dal punto di vista scientifico e quindi della ripetibilità e affidabilità, lo statuto della CGR, prima dei fatti dell'aquila, prevedeva come attività della CGR proprio la previsione dei terremoti. Dopo l'inizio della procedura giudiziaria, lo statuto fu cambiato.

Fatto piuttosto imbarazzante questo, fu Daniela stessa che reperì il vecchio statuto (in vigore al tempo del terremoto) dopo che io espressi un dubbio su cosa era richiesto per legge dai membri della CGR.

I fatti che circondano il processo di L'Aquila non sono tutti così semplici pertanto, con presenza di paradossi anche sconcertanti come quello dello statuto.

Il giudice di 1° grado è stato aspramente criticato per avere scritto che gli scienziati non avevano previsto il terremoto, ma lo statuto stesso della Commissione, al quale i membri implicitamente aderivano (altrimenti avrebbero dovuto rifiutare la posizione) era quello di prevedere i terremoti.

Conclusione: nessuno ha mai letto lo statuto, fino al terremoto? Una frase così 'innocua' è sfuggita a tutti?


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Chiamato in causa rispondo o almeno preciso... sono serio su quest'argomento perchè so quante vittime ha causato il terremoto, so anche quanti problemi mi ha causato e so che molti non desiderano sentirsi dire la verità in faccia e so che se uno ha un lavoro pubblico come il mio deve dedicarsi totalmente a questo nell'interesse dei cittadini.
Che tu avessi fiutato quello che poteva accadere non c'è dubbio, come lo avevano fiutato in tanti (immagino anche all'INGV o all'ex Servizio Sismico Nazionale) ma il problema rimane sempre quello di prendere decisioni delicate in momenti particolari come quello che stava attraversando l'Abruzzo centrale. Ma per capire meglio forse è opportuno rileggere cosa ci dicevamo poco prima del terremoto, non è dietrologia ma chiarire le cose:

http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=62323&page=1

Sollecitato da me ad aiutarmi nel mettere in evidenza alcune situazioni di pericolo quali quelle legate alla faglie attive di Pettino, del Gran Sasso o della Laga sulla diga del lago di Campotosto a te sembrava più premere la mancanza di lavoro che sarebbe scaturita nel far preoccupare di tali problematiche le Autorità preposte:

Quote:
Il problema poi è che se io nella relazione scrivo che l'edificio non può essere costruito perchè nelle immediate vicinanze della faglia, il progettista non mi darà più lavoro.


Io continuavo a sollecitarti elencando invece le cose che da solo, nel mio piccolo, comunque avevo fatto quali:
1) Articolo sulla rivista nazionale di Protezione Civile Sicurezza Civile nel 2006;
2) Predisposizione di una lettera del Presidente della mia Provincia indirizzata sia alla Regione che al SSN, all'INGV, al RID di Perugia e all'Enel per la diga di rio Fucino del Lago di Campotosto;
2) Intervento di denuncia al Convegno GNGDTS del 2007 su tali problematiche;
3) Articolo de il Messaggero del 2008 sul pericolo della diga di Campotosto;
4) Preparazione di una Interrogazione Parlamentare presentata lo stesso anno sul pericolo delle faglie attive aquilane in riferimento alle infrasrtrutture presenti.

E ti sollecitavo ad un impegno civile in tal senso:

Quote:
Scusa ma anche tu che sei un dipendente pubblico ed hai lavorato al Genio Civile penso che dovresti avere a cuore tale situazione e preoccuparti del fatto che poi in prossimità o sopra una faglia attiva nota e studiata tramite trincee paleosismologiche dai ricercatori del SSN e dell’INGV come quella di Campotosto, del Gran Sasso o dell’alta valle dell’Aterno, NON SI DEVE COSTRUIRE e non al fatto che poi il committente non ti darà più il lavoro!


Ma tu rispondevi:
Quote:
Alex,
come puoi notare il mio nick è mccoy, non Donchisciotte grin

Ed io ancora:
Quote:
McCoy non bisogna essere dei Donchisiotte per avere un po' di coscienza civile e non pensare sempre al tornaconto personale, se ognuno di noi e nel nostro piccolo facesse il proprio dovere per sollevare una questione come questa avremmo molti problemi in meno pur lavorando tutti, soprattutto se non si è nella condizione di essere ricattati da chi ti fornisce lavoro in quanto si ha già uno stipendio sicuro.

Aggiungendo:
Quote:
Non capisco perchè ci si debba muovere sempre dopo che è accaduto qualcosa!!!!!
31 marzo 2009 08:59.

Poi è accaduto quello che è accaduto, non si è attivata la faglia di Pettino (per fortuna) ma solo quella di Paganica che ad essa è probabilmente collegata per alcuni terremoti passati, come quella di Pizzoli, però si è attivata la faglia della Laga (su cui mi sono molto "esposto" sia prima che dopo il terremoto) che costrinse l'Enel ad abbassare il livello del lago... e Bruno Vespa a fare una puntata di Porta a Porta dalla diga...ma ancora nessun provvedimento... l'ultimo convegno su tale aspetto con gli esperti di tettonica attiva (Pizzi e Galadini) in cui sono anche intervenuto io per gli aspetti di protezione civile lo abbiamo tenuto quest'anno nel solito silenzio assoluto della stampa come dei media, l'Ordine Professionale della Regione Abruzzo non ha neanche ritenuto utile avvisare gli appartenenti all'Ordine di tale convegno.

Vedi, dopo che mi cercarono i giornalisti di Presa Diretta e altri della Stampa su tale vicenda, per avere visibilità, avrei potuto lucrarci attaccando anche io quelli della CGR, ma ho preferito aspettare e documentarmi.. per capire poi che loro hanno fatto quello che uno scienziato doveva fare in quella situazione....
Tuttora tra mille difficoltà dedico il mio tempo libero (e logicamente gratuitamente) a seminari e convegni divulgativi rivolti sia alla cosiddetta "società civile" che ai volontari di protezione civile.

Per quanto riguarda il tuo ultimo intervento non si tratta di statuto ma di DPCM e logicamente nessun DPCM poteva in maniera demenziale prevedere compiti di previsione dei terremoti, ma il termine previsione logicamente è inteso per i rischi prevedibili dato che la Commissione per la Previsione e Prevenzione dei Grandi Rischi si divide in sezioni a seconda del rischio naturale o antropico principale presente in Italia. Il DPCM di allora era questo, anche se al processo è numerato diversamente:

http://www.protezionecivile.gov.it/resources/cms/documents/DPCM_03_04_2006.pdf


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Il giudice di 1° grado è stato aspramente criticato per avere scritto che gli scienziati non avevano previsto il terremoto, ma lo statuto stesso della Commissione, al quale i membri implicitamente aderivano (altrimenti avrebbero dovuto rifiutare la posizione) era quello di prevedere i terremoti.

Il fatto è che, al di là di queste aspre critiche, a dare torto su questo al giudice di primo grado è stata una Corte di secondo grado, la cui sentenza è stata confermata anche da una Corte di terzo grado.

Ultima modifica di DanielaP; 28/11/2015 23:57.
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Il giudice di 1° grado è stato aspramente criticato per avere scritto che gli scienziati non avevano previsto il terremoto, ma lo statuto stesso della Commissione, al quale i membri implicitamente aderivano (altrimenti avrebbero dovuto rifiutare la posizione) era quello di prevedere i terremoti.

Il fatto è che, al di là di queste aspre critiche, a dare torto su questo al giudice di primo grado è stata una Corte di secondo grado, la cui sentenza è stata confermata anche da una Corte di terzo grado.


Sì xchè nel contesto risulta dopo tutto chiaro che quella frase era un errore e un giudice deve attenersi alla sostanza e non alla forma. Un errore non minuscolo...


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@ Alex:

Statuto: mi sembra si trattasse proprio dello statuto e non del testo del DPCM, devo provare con una ricerca.

Per il resto: sì, sono colpevole di totale rilassamento appena prima del terremoto, ma ormai lo scoraggiamento dovuto al cronico disinteresse dei cittadini (e anche dei tecnici e dei colleghi geologi) era subentrato senza possibilità di remissione.

Non sono ancor convinto sul non-attivamento della faglia di Pettino. Non-dislocazione in superficie ok, ma l'epicentro ufficiale (tra Colle di Roio e la stazione FS di L'Aquila) suggerirebbe in maniera molto evidente, per semplici motivi geometrici, la provenienza dalla faglia di Pettino.

Probabilmente mi sfugge qualche sviluppo interpretativo, ma la faglia di Paganica può essere responsabile del mainshock con epicentro stazione dell'Aquila?


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Questi sono i segmenti di faglia che si sono attivati nell'aquilano dal 1461 al 2009 in occasione dei noti terremoti distruttivi.
Dal lavoro di Galli, Giaccio, Messina "The 2009 central Italy earthquake seen through 0.5 Myr-long tectonic history of the L’Aquila faults system".

Nella didascalia della figura:
Distribuzione delle intensità più alte per i terremoti del 1461 (Is 9 scala MCS ) 1703 e del 2009 ( Is> 8 MCS ). I dati provenienti da trincee paleosismologiche, attraverso le PSDFS indicano che questo sistema di rotture nel 1703 , insieme con la Alta Valle dell'Aterno FS ( vedi Moro et al. , 2002; Galli et al. , 2009b , 2010) . D'altra parte , gli eventi 1461 e 2009 sono stati generati solo dalle PSDFS .
P. Galli et al. / Quaternary Science Recensioni xxx ( 2010) 1e22 19

Si prega di citare questo articolo in corso di stampa come : . Galli , P., et al , L' Italia centrale terremoto del 2009 visto attraverso 0.5

Altrimenti al sito INGV:

https://ingvterremoti.wordpress.com/2014/04/05/speciale-cinque-anni-dal-terremoto-dellaquila/

Immagini allegate
Attivazioni-aquilano.jpg (548.99 KB, 6 download)
Ultima modifica di Alex-64; 29/11/2015 16:01.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Mccoy, la legge che ricordi (quella che avevo riportato io) è questa:
Legge n. 225 del 24 febbraio 1992: istituzione del Servizio Nazionale della Protezione Civile (I riferimenti normativi che vi si fanno, riguardo alla CGR: DECRETO-LEGGE 7 settembre 2001, n. 343 poi convertito dalla Legge n. 401 del 9 novembre 2001 ).
Resta quello che dice Alex. Immagino che i giudici abbiano saputo districarsi nella normativa meglio di noi.
Non è che la frase fosse un "errore", ma, come hanno spiegato i giudici d'Appello, semplicemente la legge non prescrive niente di specifico su cosa bisogna fare e come; il che è logico. Far dire alla legge quel che non dice è una forzatura, più esattamente è la differenza tra l'interpretazione che serve all'applicazione nel caso concreto, e il piegare la legge a una tesi precostituita con atto d'arbitrio.

Ultima modifica di DanielaP; 29/11/2015 16:21.
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