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Scusatemi, ripongo un problema. In qualità di socio della rivista Altroconsumo ho potuto leggere, nel numero che mi è stato recapitato (n.197 ottobre 2006), la risposta di un esperto della redazione data ad un professionista (avvocato) che si lamentava, a proposito del decreto Bersani, che la categoria era molto bistrattata. Tralascio la risposta completa dell'esperto, ma riporto, fedelmente, un paio di periodi che mi hanno colpito:

"...Come ha ricordato l'Antitrust in uno studio che risale ancora alla metà degli anni '90 -l'assimilazione dell'attività svolta dai professionisti intellettuali all'attività di impresa rappresenta ormai un principio consolidato nel diritto comunitario della concorrenza-.

Nello stesso studio si denunciavano le numerose restrizioni alla concorrenza presenti nella regolamentazione delle professioni in Italia.

Dopo dieci anni, il decreto Bersani è il primo passo concreto per incominciare a rimuovere questi ostacoli."

Vorrei chiedere il supporto di colleghi molto più esperti di me che mi aiutino a capire come si interpreta (si pone) alla luce (?) della 349 il primo periodo riportato.
...non mozzicatemi tutti insieme però!!! smile

con molta perplessità confused
sabato lamberti

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Vorrei chiedere il supporto di colleghi [..]che mi aiutino a capire come si interpreta (si pone) alla luce (?) della 349 il primo periodo riportato
caro Sabato è quello che ho messo in evidenza in alcuni post fa sia da un punto di vista giuridico sia da un punto di vista fiscale:

http://www.geologi.it/cgi-bin/ultimatebb.cgi?ubb=get_topic;f=1;t=001822#000021

la distinzione che si vuole fare tra attività d'impresa e prestazione d'opera intellettuale, se proprio la si volesse fare, dovrebbe prevedere il divieto in entrambi i sensi cioè anche che chi fa impresa non può fare libera professione; in questo caso, allora, sì che avrebbe senso parlare di separazione dei ruoli ma fino a quando chi fa impresa, se iscritto all'Ordine, può fare anche libera professione, siamo lontani anni luce da una equa e giusta divisione dei ruoli.

ad avvalorare questa mia considerazione vi è l'attuale disegno di legge del Ministero di Giustizia in materia di professioni intelettuali:

http://www.casaportale.com/public/uploads/norme-9829-pdf.pdf

da leggere in particolare l'art. 1, comma 2


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
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già, ma se non interpreto male il periodo riportato per l'Antitrust ormai è un dato di fatto che il professionista (intellettuale) possa fare attività d'impresa ancor prima delle proposte di legge che hai citato... o ho bevuto troppo Aglianico del Vulture ?? (non rispondermi la seconda che hai detto per favore...)

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o ho bevuto troppo Aglianico del Vulture ??
personalmente preferisco quello di Taurasi


.....no !, non ti preoccupare, hai capito bene ed è il motivo per cui le polemiche di alcuni pro-349 sono fuori luogo.


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bene, questo mi consola e non poco... per cui mi finisco il mio bel bicchiere di vino in beata tranquillità e filo a nanna.
a domani

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Legge Bertani
Ho letto la dotta e raffinata interpretazione della legge.
Mi è parso di assistere ad una commedia brillante di fine ottocento.
Calandomi nella bieca realtà osservo che , almeno in Lombardia e nei confronti dei privati, i minimi non sono mai esistiti e nei confronti del Pubblico le interpretazioni del tariffario, a parte il 20% di sconto, non è noto in base a quale diritto o accordo, raggiungono i vertici della creatività, sempre con tendenza al ribasso.
Quindi la legge Bersani non cambia nulla.
L’unica risoluzione, a mio avviso veramente penosa, è l’abrogazione del divieto di legare la parcella al raggiungimento dei risultati, che ci pone allo stesso livello dei rabdomanti. Evidentemente il sig. Bersani ed il suo staff stilando la legge hanno pensato da legulei di volo basso o da rabdomanti e non da professionisti.
A parte questa piccola svista la legge lascia il tempo che trova e non migliora certamente la qualità dei lavori, correntemente alquanto bassa.
Ed è questo il punto sul quale gli ordini ed in particolare il nostro dovrebbero attivarsi e sensibilizzare gli organi pubblici, normalmente incapaci di ogni controllo sulla qualità, se non formale, per ignoranza o volontà ferrea di non assumersi alcuna responsabilità. Ma in particolare dovrebbero attivarsi per sensibilizzare coloro che sono preposti (incoscientemente) alla programmazione delle indagini ovvero dei progettisti, nella maggior parte dei casi afflitti da profonda ignoranza e sviluppatissima boria per quanti riguarda i problemi relativi alla nostra materia.
Altro tasto su cui battere sarebbe quello della responsabilità che un geologo si assume con la propria firma, perché se è vero che i responsabili dell’attuazione di un progetto sono il progettista, il direttore lavori, l’impresa, il proprietario, è anche vero che in caso di contestazioni viene chiamato in causa anche il geologo.
A parte tutto quanto sopra succintamente ed elementarmente esposto vorrei far presente che il vero colpo di maglio sulla testa dei geologi è inferto dalla normativa 349. Anche se, si deve ammetterlo, nel campo delle indagini era ora di reintrodurre un poco di ordine e serietà.
Parliamo diffusamente di questo problema, negletto dal 2003 ad oggi e suscitatore, solo oggi, di alti schiamazzi.
Quale è stata la posizione del nostro Ordine.
Quali sono state le sue iniziative?
E, se ci sono state iniziative, quali sono i risultati?
Come, adesso, intende procedere?
Forse facendo girotondi?
Cordiali saluti a tutti
GIELLE (Gianni Landi)


GL
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X Slamberti bisognerebbe far conoscere ad altroconsumo alle altre associazioni di consumatori , ai politici seri, agli enti di vigilanza l'ABUSO DEL SISTEMA DELLA CONCESSIONE che estende i privilegi di alcune categorie di professionisti a quelle delle imprese, allargando quindi il sistema protezionistico italiano. Queste cose non solo la gente comune non le sa ma, secondo me, neanche certi economisti che stanno ora lottando contro le corporazini come Giavazzi, Ichino ecc..
Forse per certi comunisti marxisti convinti (non ce ne sono più) potrebbe andare bene perchè è un inizio di implementazione di un sistema di controllo totale dello stato sulle attività produttive che all'inizio potrebbe agevolare le imprese protette ma in futuro queste dovrebbere seguire gli ordini dell'ente controllante.

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vorrei far presente che il vero colpo di maglio sulla testa dei geologi è inferto dalla normativa 349. Anche se, si deve ammetterlo, nel campo delle indagini era ora di reintrodurre un poco di ordine e serietà.
che ci DEVE essere una regolamentazione sulle attività di indagini è fuori di ogni dubbio. Purtroppo l'attuale situazione normativa (circ. 349) più che preoccuparsi della "qualità" del prodotto finale si preoccupa di "garantire" le premesse gestionali al prodotto finale (dimensioni del laboratorio, tipologie delle attrezzature, numero delle stesse, numero dei dipendenti).
A dimostrazione che tutto quanto richiesto dalla 349 non è "reale regolamentazione" sta nel fatto che le società di perforazione (sondatori) hanno presentato ricorso al TAR, per mezzo di una categoria di settore, l'ANISIG, mettendo in evidenza che non hanno bisogno dell'accreditamento ai sensi della circ. 349 poichè hanno già un'accreditamento ai sensi del DPR 34/00 attraverso la SOA OS21.
La cosa più simpatica però è ancora un'altra (che pochi sanno): anche le società non di sondatori, ma che hanno la SOA OS21, potranno fare sondaggi tranquillamente pur non avendo le sonde poichè la SOA OS21 non ti obbliga ad avere le attrezzature necessarie ad espletare le commesse. MIRACOLO TUTTO ITALIANO !!


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)
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Salve,
continuo ad ascoltare proteste, volte alla salvaguardia di posizioni privilegiate e logicamente, per chi detiene il privilegio, inamovibili.
Ma in pratica, se domani faccio eseguire un'indagine sul terreno da un'impresa o da un professionista non abilitati la mia relazione sarà accettata dagli Organi Competenti?
Oppure il mio Cliente vedrà rigettate la sua domanda e mi chiederà i Danni?


GL
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...almeno in questo siamo tutti d'accordo? una regolamentazione ci vuole! altrimenti nostri beneamati colleghi continueranno a fare indagini... farlocche...tipo con un penetrometro leggero che si ferma a 2 metri dal p.c. per aver incontrato un sassolino...e far credere al committente di aver eseguito delle prove ottime... e rimanere quindi molto concorrenziali con chi magari aveva proposto a quello stesso committente di far eseguire delle DPSH con costi sicuramente maggiori? ma chi dovrebbe controllare tutto ciò? i geni civili? c'è bisogno di un organismo vero che valuti la buona e imprescindibile esecuzione delle indagini incominciando a stabilire per legge quando sia necessaria anche, magari,la geofisica...che mi sembra sia ritenuta da alcuni un mero zimbello (ognuno può farla anche senza accreditamenti... con risultati incerti). Grazie per la possibilità di questi sfoghi che spero qualcuno recepisca...

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