Legge Bertani
Ho letto la dotta e raffinata interpretazione della legge.
Mi è parso di assistere ad una commedia brillante di fine ottocento.
Calandomi nella bieca realtà osservo che , almeno in Lombardia e nei confronti dei privati, i minimi non sono mai esistiti e nei confronti del Pubblico le interpretazioni del tariffario, a parte il 20% di sconto, non è noto in base a quale diritto o accordo, raggiungono i vertici della creatività, sempre con tendenza al ribasso.
Quindi la legge Bersani non cambia nulla.
L’unica risoluzione, a mio avviso veramente penosa, è l’abrogazione del divieto di legare la parcella al raggiungimento dei risultati, che ci pone allo stesso livello dei rabdomanti. Evidentemente il sig. Bersani ed il suo staff stilando la legge hanno pensato da legulei di volo basso o da rabdomanti e non da professionisti.
A parte questa piccola svista la legge lascia il tempo che trova e non migliora certamente la qualità dei lavori, correntemente alquanto bassa.
Ed è questo il punto sul quale gli ordini ed in particolare il nostro dovrebbero attivarsi e sensibilizzare gli organi pubblici, normalmente incapaci di ogni controllo sulla qualità, se non formale, per ignoranza o volontà ferrea di non assumersi alcuna responsabilità. Ma in particolare dovrebbero attivarsi per sensibilizzare coloro che sono preposti (incoscientemente) alla programmazione delle indagini ovvero dei progettisti, nella maggior parte dei casi afflitti da profonda ignoranza e sviluppatissima boria per quanti riguarda i problemi relativi alla nostra materia.
Altro tasto su cui battere sarebbe quello della responsabilità che un geologo si assume con la propria firma, perché se è vero che i responsabili dell’attuazione di un progetto sono il progettista, il direttore lavori, l’impresa, il proprietario, è anche vero che in caso di contestazioni viene chiamato in causa anche il geologo.
A parte tutto quanto sopra succintamente ed elementarmente esposto vorrei far presente che il vero colpo di maglio sulla testa dei geologi è inferto dalla normativa 349. Anche se, si deve ammetterlo, nel campo delle indagini era ora di reintrodurre un poco di ordine e serietà.
Parliamo diffusamente di questo problema, negletto dal 2003 ad oggi e suscitatore, solo oggi, di alti schiamazzi.
Quale è stata la posizione del nostro Ordine.
Quali sono state le sue iniziative?
E, se ci sono state iniziative, quali sono i risultati?
Come, adesso, intende procedere?
Forse facendo girotondi?
Cordiali saluti a tutti
GIELLE (Gianni Landi)