E' per me estremamente frustrante scrivere queste righe a notte fonda, dovendo perdere ore di sonno per non dover perdere ore di lavoro di giorno. Quello che per me è paradossale è che domani mattina mi dovrò svegliare alle 6,30 per partecipare ad un corso ritenuto dal "mio" Ordine Nazionale inutile e illegittimo. Un vero trionfo!
La sensazione è quella di combattere contro i mulini a vento e che qualsiasi cosa in apparenza semplice debba sempre trovare mille difficoltà.
Io son ancora lungi dall'essere un esperto di sicurezza ma mi sto facendo, anche seguendo "l'inutile corso", un'idea sempre più chiara della situazione e sperando di non tediare nessuno esporrò di seguito il mio modesto parere. In effetti pare che il CNG stia spostando il problema in maniera preoccupante. Dire che "...per l'espletamento degli incarichi nei nuovi ed ancora inesplorati campi della sicurezza devono poter conoscere, in anticipo rispetto alla frequentazione dei corsi di formazione ed all'acquisizione di eventuali incarichi, gli indispensabili indirizzi normativi relativi al percorso formativo e all'oggetto della formazione stessa; elementi che, al momento, la norma non ha ancora individuato e definito" mi sembra aria fritta in quanto la normativa sulla sicurezza esiste già dal 1955-56 (D.P.R. n.547/55, D.P.R. n.164/56, D.P.R.303/56, ecc.). La novità forte introdotta dalla 494 in recepimento delle direttive CEE (in effetti ciò si è verificato già con la 271/91) è il principio della "prevenzione". In questa ottica, altre nazioni (es. Francia) dove la cultura della "prevenzione" è più radicata che da noi hanno scelto strade differenti dall'Italia: il coordinatore di solito è il capo cantiere stesso e, nota bene, non è soggetto a sanzioni penali. In Italia invece si è voluto individuare un personaggio chiave su cui gravano invece forti responsabilità penali, quale è appunto il coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione dei cantieri. Perché questo? Perché il legislatore ha voluto individuare veri e propri professionisti della SICUREZZA. E' questa l'unica competenza che il coordinatore deve avere ed è per questo che viene nettamente differenziato dalle classiche figure "del progettare e del dirigere i lavori", troppo vicine all'ottica del "risparmio economico" imposto dal committente nell'elidere le normative di sicurezza. Il compito del coordinatore è, in primis, fortemente incentrato sulla conoscenza della normativa. Solo in secondo luogo è un tecnico. E' chiaro che il geologo in tale aspetto sarà più a suo agio nel sorvegliare i lavori in fase di scavo di fondazioni profonde rispetto alla fase impiantistica. Ma nessun coordinatore geologo si fiderà di far eseguire uno scavo di fondazione relativamente profondo senza un preventiva relazione geologica dicendo "tanto io il terreno lo conosco bene" perché potrebbe commettere un errore fatale. Ma questo è già previsto, non da ora ma dal D.P.R.164/56! C'è poco da esplorare, sta tutto scritto da 46 anni! Il geometra, che non ha competenza geologico-geotecnica farà comunque la stessa cosa del geologo o dell'ingegnere.
Quello che voglio dire è che il coordinatore deve essere una figura esperta e competente, ripeto, in SICUREZZA: occorrono dei requisiti minimi di cui all'art.10 che certamente non sono un traguardo ma solo un punto di partenza per un professionalità che si preannuncia ricca di risorse per il future e parimenti di responsabilità civili e penali (e per questo potrà godere di grosse soddisfazioni professionali ed economiche). Non mi sembra logico supporre che la nuova stesura dell'allegato V comporterà variazioni rilevanti all'art.10, altrimenti chi ha seguito il corso 2 anni fa si troverebbe "in debito formativo ed informativo" e non credo che una tale ipotesi possa attuarsi, specie per una normativa che si fonda proprio sulla "formazione ed informazione". Il mio modesto parere, confermato da pareri legali, è che un corso seguito ora possa pertanto valere anche per il futuro (questi problemi si sono verificati anche per altri professionisti in passato, poi dissolti in una bolla di sapone) e per concludere voglio qui esternare tutta la mia stima all'Ordine dei Geologi dell'Umbria che con coraggio e determinazione ha tuttora in programma il corso sulla 494. Spero che alti Ordini Regionali seguano questo esempio con decisione (in particolare il mio Ordine del Veneto, con cui sono anche disposto, per solidarietà, a rifare il corso!) e soprattutto invito tutti i colleghi ad informarsi e a sensibilizzarsi sull'argomento che ripeto, potrebbe essere (dipende da noi) di importanza decisiva per la nostra professionalità, cavilli inseriti dal CNG permettendo (just kidding)
Cordiali saluti.
Dott. Geol. Veronese Cristian