la norma dice che per escludere la suscettibilità alla liquefazione, uno dei criteri è quello di verificare che la distribuzione granulometrica sia esterna alle zone indicate nelle prime 2 figure allegate. Ma su un fuso misto come quello nella figura in basso, voi come considerate che sia non liquefacibile...su base percentuale? Il fuso allegato è di una ghiaia e mi pare chiaro che sia per buona parte esterno alle zone della norma. Ma se uno rientra per il 50%? o il 70%, o solo il 30%?
ciao Michele si certo quello che ho postato è abbastanza chiaro (quello avevo per le mani), ma mi chiedevo qual è il punto di non ritorno, magari con esempi con i quali qualcuno si era scontrato
Geodario, il paragone andrebbe effettuato in prima istanza tramite sovrapposizione dei grafici (curve limite di normativa e curva granulometrica dell'orizzonte) ed esame visivo.
Se la curva dell'orizzonte esce dai limiti per un tratto molto limitato, allora si potrebbe escludere il rischio a priori ma sempre giustificando tecnicamente la scelta.
Altrimenti si procede all'analisi, con i fogli di calcolo disponibili non è poi una grande fatica.
Procedere in ogni caso all'analisi di liquefazione anche quando si sconfina per breve tratto non è una cattiva idea, è la strategia di minimo rischio per noi geologi, se siamo noi gli incaricati, altrimenti basta scrivere che la curva dell'orizzonte si trova parzialmente al di fuori della fascia di esclusione del rischio e pertanto bisogna procedere all'analisi (che effettuerà il progettista se non ci viene assegnato incarico specifico).
Io ormai ragiono così, infatti non sto più ricevendo richieste di collaborazione, ah ah ah ah
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Condivido in pieno anche il pensiero di Michele che la curva riportata da GeoDario non rientri nel fuso di liquefacibilità. In ogni caso credo sia meglio riportare la curva all'interno dei fusi per avere migliore evidenza. All'epoca avevo predisposto un file che riposto
Gianni mi ricordo del file, l'avevo scaricato a suo tempo. Si come dicevo nel mio post anch'io sono concorde nel dire che quel fuso non può ritenersi liquefacibile (conosco bene la zona oltrettutto, alluvioni grossolane del Piave). Volevo solo confrontare i grafici di normativa per avere un qualcosa di "statistico", oppure faccio come McCoy......ma se poi rimango a secco? comunque grazie a tutti per la partecipazione, mi siete stati comunque utili
ecco qui la mia curva elaborata col foglio di Gianni (purtroppo non riescon a mandare il foglio excel. se qualcuno ha voglia di aggiungerne altre su cui discutere......
CONFERMO: LA CURCA è GRADATA, NON MONOGRANULARE E APPARTIENE AL DOMNIO DELLE GHIAIE E SABBIE GHIAIOSE durante il terremoto del Friuli vi erano stati episodi (e pubblicazioni" su terreni ghiaiosi ma "monogranulari"
oomunque.. vi debbono essere più condizioni convergenti e "magnitudo" significative
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Non so, ma quella dei fusi granulometrici non mi convince tanto come metodo di esclusione dalla verifica a liquefazione. Mi sembra un approccio un po troppo "ingegneristico". Dare una valenza a due o tre curve granulometriche su 15-20 m di stratigrafia non ha gran senso a meno di avere una stratigrafia omogenea e comunque riconducibile ai 100-200 g di sedimento sottoposto ad analisi granulometrica. Inoltre i fusi sono talmente ampi (ancor più ampi se includiamo possibili sforamenti) che difficilmente si riesce a rimanerne fuori per tutto lo spessore di terreno necessario alla verifica. Mi sembra più un pretesto analitico per escludere la verifica ....... appunto mi sembra il sistema di circoscrivere qualcosa con analisi specifiche che se prese a se non hanno gran senso se non sono supportate da un'analisi geologica e stratigrafia (insomma mi sembra proprio un approccio ingegneristico)
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)