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salve a tutti,
mi trovo per la prima volta a redigere una relazione per le terre e rocce da scavo e per adesso ho una sola certezza: è un casino normativo! accidenti

Provo a descrivere la mia situazione: si tratta della sistemazione di una scarpata stradale che ha subito dei piccoli movimenti franosi. La zona è in aperta campagna lontana da centri abitati e aree industriali. Il progetto prevede la riprofilatura e l'utilizzo di terre armate e gabbioni. Gli sbancamenti da effettuare saranno < 6000mc, parte delle terre verrà riutilizzata in cantiere e parte no. L'opera non è soggetta ad AIA/VIA, e ho già effettuato campionamenti ed analisi e tutti i parametri analitici risultano sotto i limiti di legge.
La mia domanda è: quella parte di terreno che non verrà riutilizzata in cantiere dove va a finire? io come geologo che devo fare? individuare un sito di deposito/smaltimento? come lo individuo?

In attesa di qualche anima pia che possa aiutarmi ti_prego saluto e ringrazio anticipatamente tutti!


Poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore.
Molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità.
Alexis Carrel
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Hai due possibilità e la responsabilità sarà sempre tutta tua, dei trasportatori e di chi scava se non si rispetterà alla lettera ciò che scriverai nel Piano di gestione terre e rocce da scavo!
1) Quella parte non riutilizzata può uscire dal sito di scavo come rifiuto! Dunque devi farti fare dal laboratorio chimico delle analisi di caratterizzazione come rifiuto (i limiti sono diversi) e consegnare i certificati relativi dove sia inequivocabile l'attribuzione del codice CER e l'esposizone della fraseologia relativa a Tossicità, Pericolosità etc.
2) Quella parte non riutilizzata può uscire dal sito di scavo come sottoprodotto! Dunque devi farti fare dal laboratorio chimico delle analisi di caratterizzazione come sottoprodotto (i limiti sono diversi dai precedenti) e consegnare i certificati relativi dove sia inequivocabile che il certificato non riguardi un rifiuto (e si perché una cosa sono i certificati analitici, un'altra i rapporti di prova!)
In entrambi i casi dovrai predisporre un Piano di gestione minimo dove sarà previsto il sito di discarica o il sito di riutilizzo in modo preciso con tutti i dati ed anche se è in corso di validità o rinnovata l'autorizzazione. Lo devi indicare e decidere tu di comune accordo con chi scava o i trasportatori, lo troverai in base alle conoscenze, andrai a parlarci, chiedere se disposti ad accogliere sottoprodotti etc. verificare le compatibilità i percorsi di trasporto e quanto necessario. Il piano potrebbe finire all'Arpa (anzi se hai qualche dubbio contattali) o agli uffici del comune e se qualcuno si accorge che qualcosa non va sono grattacapi. Nel secondo caso dovrai individuare un metodo di riutilizzo del sottoprodotto, oppure un sito di accoglimento. Poi devi verificare che ciò che porterai in questo sito di accoglimento non lo inquini... in sostanza!
Quindi serviranno delle sezioni litostratigrafiche ed un Modello concettuale ambientale preliminare, giustificare come e perché hai prelevato ed analizzato i campioni nei punti già interessati.
Se negli scavi ci sono asfalti o simili probabilmente avrai bisogno di un test di cessione che la discarica ti chiederà e che lo dovrebbe pagare chi scava! Se in ciò che si scava ci sono materiali di riporto si incorre in un altro grattacapo, messo alla luce di recente da un link di Geofranz...
http://www.puntosicuro.it/ambiente-C-81/bonifica-siti-contaminati-C-123/materiali-di-riporto-test-di-cessione-quali-limiti-si-applicano-AR-15757/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_content=3&utm_campaign=nl20160315%2BPuntoSicuro%3A+sommario+del+15+marzo+2016&iFromNewsletterID=606
Buon lavoro ed attenzione oltremodo esagerata!

Ultima modifica di algol; 18/03/2016 20:34.
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GRAZIE!
Le nuvole un pò si diradano... La questione è molto complessa e io ho chiesto troppo poco di parcella frown Vabbè... Esperienza!

Grazie ancora


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Alexis Carrel
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Concordo con Algol. Se sei in lombardia ci sono delle facilitazioni sulla relazione (devi fare un'autocertificazione ad ARPA e non serve la relazione).

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La pratica è nella Regione Umbria, la quale sul proprio sito propone uno schema abbastanza chiarificatore sulla normativa da seguire in base alla tipologia di cantiere. Posto il link http://www.regione.umbria.it/ambiente/te...egoryId=1078124

Da questo si evidenzia che nel mio caso (< 6000mc e non soggetta a VIA o AIA) la legge di rifermento è la 98/2013 e nello specifico l'art. 41-bis, nel quale non si fa mai esplicito riferimento ad un piano di utilizzo/piano di gestione, ma nel comma 2 mi sembra proprio che siano descritti gli adempimenti da espletare con il piano, o mi sbaglio? E quindi per redigerlo mi rifaccio all'allegato 5 del decreto 10 agosto 2012 n.161. Giusto?


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Alexis Carrel
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esatto

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Attenzione che la 98/2013 vale per tutti i cantieri non soggetti ad AIA/VIA indipendentemente dai quantitativi.....
Massimo

Ultima modifica di Massimo Della Schiava; 29/03/2016 09:25.

Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria.
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace.
(Tacito, Agricola, 30).
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Massimo ti ha detto bene
nel tuo caso si ricade assolutamente nell'art. 41 bis della L.98.
Lascia stare la 161 per l'amor del cielo.
Quindi è semplice. Ad esempio in Veneto hanno già predisposto dei moduli, che bada bene, firma il proponente, non tu.
Per compilarli ci metti 3 muinuti.
Allora: se sai già dove portare il materiale (vanno bene le analisi), compili la parte inerente; se non sai dove portarli li puoi stoccare temporaneamente, e una volta deciso il loco ricompili il modulo (barrando la crocetta della modifica); ultimo caso, non sai e non saprai dove portarli: beh in questo caso devi trattarli come rifiuti, e la cosa più semplice è sentire la discarica se le analisi vanno bene o devi integrarle.

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Geodario ha ragione, non c'entra il Piano del DM 161, ma sebbene lui abbia già eseguito i campionamenti ha rispettato le indicazioni Arpa? Per esempio quelle del Veneto sono precisissime http://www.arpa.veneto.it/temi-ambiental...ispetto_CSC.pdf
e si indica pure una serie di cose tecniche che, pur andando bene la compilazione a crocette di un modulo, è bene accompagarla con un piano minimale che semplifica notevolmente le cose. L'orientamento di alcune regioni in materia di modulistica la trovi qui: http://www.ance.it/docs/docprint.aspx?docId=13414
Come vedi mancano Umbria (la tua) Camnpania, Molise, Abruzzo, Calabria, Sicilia etc. (io rientro qui) e qui casca l'asino!
Alcune regioni vogliono che:
le dichiarazioni siano dettagliate e leggibili per tutti i punti; l'Arpa può richiedere integrazioni o chiarimenti a cui il produttore/proponente è tenuto a rispondere entro 30 giorni a mezzo raccomandata; in caso di conferimento in cava vanno riportati gli estremi autorizzativi; ARPA provvederà obbligatoriamente a controlli a campione presso i cantieri.
Poi c'è la questione analisi. Se vuoi smaltire solo rifiuti, i rapporti di prova devono essere Certificati analitici con attribuzioni CER, se invece vuoi smaltire i rifiuti e contemplare anche i sottoprodotti (2 possibilità dunque) i certificati devono parlare diversamente. E se in questo l'Arpa non ci vede chiaro ti chiederà spiegazioni su spiegazioni. Allora perché non prevedere tutto subito e prima tramite un minimo di documento ed evitare una marea di scambi di raccomandate tra produttore, Arpa e Comume/Provincia/Regione? D'altra parte il produttore ti ha chiesto consulenza affidandoti l'incarico non per niente. Altrimenti dopo l'entrata in vigore del Decreto del Fare la figura del geologo per la gestione di Terre e Rocce non servirebbe più .

Ultima modifica di algol; 30/03/2016 20:01.
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Certo che per quelle regioni dove ARPA, Regione o chicchesia predispongono moduli precompilati o specifiche linee guida, il lavoro risulta quantomeno facilitato. Io, ovviamente, in Umbria (regione in cui ho il lavoro) e Abruzzo (la mia regione) sono il solito fortunato! cry
Ma va bene lo stesso, l'importante è lavorare e farlo bene e tantissime cose mi sono state chiarite


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Alexis Carrel

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