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Buonasera a tutti.

Mi presento brevemente. Sono Angelo, 45 anni, di Roma. E non sono un geologo. E tante volte la curiosità di approfondire cose che non so (e non sono poche) mi spingono a chiedere chi ne sa decisamente più di me.

Proverò ad essere il più coinciso possibile. Tutto nasce dal referendum sul quale ci troveremo a votare tra pochi giorni. Ho due domande alle quali non riesco ad ottenere risposta e che mi porteranno a prendere una decisione su cosa (e se) votare.

1) domanda 1. Le trivellazioni (siano esse in mare o su terraferma) hanno un impatto su un incremento dell'attività sismica della zona o sono due fattori completamente autonomi uno dall'altro?

2) l'utilizzo totale di un giacimento (di petrolio o di gas) senza che venga "richiuso" in determinati tempi o in sicurezza, può causare rischi sulla sicurezza del sito stesso?

Grazie del tempo che vorrete dedicarmi.

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La risposta è NO ad entrambe le domande

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Concordo


Fa' sempre la cosa giusta.
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Mijasimo e vcolax, posso chidervi di argomentare la risposta?


The road not taken
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Provo ad argomentare io... la storia dei sismi indotti dal fracking a me sembra francamente una specie di leggenda metropolitana, non ci sono molti studi seri a riguardo, e quei pochi dati mostrano che al limite possono innescarsi solo microsismi superficiali.
Io non sono un esperto del settore, ma l'ordine di grandezza delle forze in gioco e delle masse interessate mi sembra veramente sproporzionato: come possono delle trivellazioni ed eventuali tecniche di fracking modificare a larga scala grandi masse rocciose e provocare terremoti significativi? Vado per semplice logica, poi non so.
Quanto ai giacimenti di idrocarburi e gas, in genere non vengono abbandonati fino ad esaurimento totale, e in ogni caso anche se li abbandonano prima dell'esaurimento totale, credo che la pressione dei fluidi estratti possa essere sufficiente ad arrivare in superficie solo nelle primissime fasi, tipo le (alquanto rare) fuoriuscite spontanee di idrocarburi e gas in superficie o in mare, per il resto si deve sempre andare ad aspirarli o a modificare artificialmente pressione dei fluidi o lo stato tensionale della roccia serbatoio. Insomma, non mi risulta che possano avvenire gravi perdite di idrocarburi da giacimenti abbandonati, le perdite e relativi disastri ambientali in genere avvengono durante le fasi estrattive, per incidenti alla strutture di estrazione e distribuzione.
Cmq è veramente strano e quasi colpevole che su questo forum non sia sorto un maggior dibattito su un referendum così importante per l'italia e per la nostra categoria. Ps: io, dopo varie perplessità, mi sono schierato infine per il sì (cioè il si alla chiusura degli impianti estrattivi tra 10 anni), non tanto per la questione in sè, ma perchè bisogna dare un segnale forte alla politica, altrimenti non si muoveranno mai a dare un serio sviluppo a eolico e fotovoltaico, in italia stiamo troppo indietro anche su questo!

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sto ancora aspettando l'argomentazione di vcolax e mijasimo


magari potrebbero anche spiegarmi lo sciame che persiste ormai da anni lungo la fascia delle pieghe sepolte presso il campo del cavone-mirandola

e magari fare presente qualche teoria che escluda il pompaggio di gas da depositi poroso-permeabili in alta pressione come fattore degli elevati tassi di subsidenza annua in emilia-romagna


This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)
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Originariamente inviato da: Forren
Provo ad argomentare io... la storia dei sismi indotti dal fracking a me sembra francamente una specie di leggenda metropolitana, non ci sono molti studi seri a riguardo, e quei pochi dati mostrano che al limite possono innescarsi solo microsismi superficiali.
Io non sono un esperto del settore, ma l'ordine di grandezza delle forze in gioco e delle masse interessate mi sembra veramente sproporzionato: come possono delle trivellazioni ed eventuali tecniche di fracking modificare a larga scala grandi masse rocciose e provocare terremoti significativi? Vado per semplice logica, poi non so.


veramente sul sisma di mirandola e lo sciame sismico del cavone i sospetti non sono sul fracking, che non vi viene praticato, ma sulla reiniezione dei fluidi di giacimento, che sono ripompati in un giacimento esaurito a pressioni superiori a quelle litostatiche esistenti alla profondità in cui deve essere inserito (grosso modo siamo sui -1500 mslm), quindi parliamo di pressioni dal centinaio di atmosfere in su. I quantitativi possono non essere rilevanti, si parla di qualche migliaio di mc al mese, ma il contesto strutturale è molto complesso (ci sono sovrascorrimenti ad andamento appenninico e numerose faglie trascorrenti ad andamento antiappenninico che determinano comparti e blocchi strutturali). E le tensioni in gioco sono compressive, perchè il contesto geodinamico è convergente. Un fluido ad alta pressione in una serie di blocchi isolati da faglie e compressi da stress tettonico, non può innescare seppur minimi rilasci di energia elastica?


This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)
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Sul fracking non saprei, c'e' anche chi dice che venga praticato un po' ovunque in modo segreto da ogni compagnia, ma qui poi sfociamo un po' nel complottismo.
Quanto alla reiniezione di fluidi di giacimento, questa mi giunge nuova. A che pro lo farebbero? Per non disperderli nell'ambiente? O magari per riequilibrare lo stato tensionale del sottosuolo e prevenire subsidenza? Ma in ogni caso perche' reiniettarli a pressione piu' alta di quella litostatica originaria?
Per me, a rigor di logica, decompressioni e successive ricompressioni, specie in una zona sismica e strutturalmente complessa, potrebbero teoricamente avere in qualche modo un'influenza nell'innesco di sismi, agendo come una sorta di processo catalizzatore, e anche per i fluidi reiniettati con effetto lubrificante lungo piani di faglia e scorrimmento. Pero', sempre a rigor di logica, bisogna poi tener conto dell'entita' delle reiniezioni, dei volumi e forze in gioco, dell'area superficiale interessata, etc.
Se non abbiamo dati e studi concreti rimaniamo a parlare in linea puramente teorica. Io poi ci capisco ben poco di sismologia e rischio di prendere anche cantonate.
Cmq pasionaria ha messo un'immagine interessante sulle possibili relazioni terremoti - attivita' estrattive, la trovate nell'altro post sul referendum. Guardatela e poi ne riparliamo alla luce di dati piu' concreti.

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beh Forren qui a 3 km da dove abito, una volta esaurito il giacimento di gas ora lo riutilizzano come serbatoio di riserva per il gas russo....si parla di miliardi di metri cubi. Lo reiniettano e poi lo mandano in rete d'inverno. Il sito, su protesta degli abitanti, viene costantemente monitorato da una serie di accelerometri, gestiti direttamente dall'OGV di Trieste. I dati a distanza di due anni dall'inizio del monitoraggio sembrano escludere aumenti della sismicità, e quindi le conclusioni che traggono è che il sistema è sicuro.

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Se guardate la mappa postata da pasionaria io pero' noto che gli epicentri, seppur dei sismi di minor intensita', sembrano concentrarsi proprio nella zona di maggiori attivita' estrattive, e in particolare attorno al punto di reiniezione, quello in azzurro.
Mo' sara' un caso, bisognerebbe anche vedere la mappa piu' a piccola scala per vedere se ci sono altri punti di concentrazione degli epicentri indipendentemente dalle attivita' estrattive, pero' qualche dubbio mi e' venuto.
Insomma, voi concludete con sicurezza che non c'e' alcuna correlazione con una possibile sismicita' indotta, fosse pure come semplice concausa?

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