Provo ad argomentare io... la storia dei sismi indotti dal fracking a me sembra francamente una specie di leggenda metropolitana, non ci sono molti studi seri a riguardo, e quei pochi dati mostrano che al limite possono innescarsi solo microsismi superficiali.
Io non sono un esperto del settore, ma l'ordine di grandezza delle forze in gioco e delle masse interessate mi sembra veramente sproporzionato: come possono delle trivellazioni ed eventuali tecniche di fracking modificare a larga scala grandi masse rocciose e provocare terremoti significativi? Vado per semplice logica, poi non so.
Quanto ai giacimenti di idrocarburi e gas, in genere non vengono abbandonati fino ad esaurimento totale, e in ogni caso anche se li abbandonano prima dell'esaurimento totale, credo che la pressione dei fluidi estratti possa essere sufficiente ad arrivare in superficie solo nelle primissime fasi, tipo le (alquanto rare) fuoriuscite spontanee di idrocarburi e gas in superficie o in mare, per il resto si deve sempre andare ad aspirarli o a modificare artificialmente pressione dei fluidi o lo stato tensionale della roccia serbatoio. Insomma, non mi risulta che possano avvenire gravi perdite di idrocarburi da giacimenti abbandonati, le perdite e relativi disastri ambientali in genere avvengono durante le fasi estrattive, per incidenti alla strutture di estrazione e distribuzione.
Cmq è veramente strano e quasi colpevole che su questo forum non sia sorto un maggior dibattito su un referendum così importante per l'italia e per la nostra categoria. Ps: io, dopo varie perplessità, mi sono schierato infine per il sì (cioè il si alla chiusura degli impianti estrattivi tra 10 anni), non tanto per la questione in sè, ma perchè bisogna dare un segnale forte alla politica, altrimenti non si muoveranno mai a dare un serio sviluppo a eolico e fotovoltaico, in italia stiamo troppo indietro anche su questo!