Originariamente inviato da: Forren
Provo ad argomentare io... la storia dei sismi indotti dal fracking a me sembra francamente una specie di leggenda metropolitana, non ci sono molti studi seri a riguardo, e quei pochi dati mostrano che al limite possono innescarsi solo microsismi superficiali.
Io non sono un esperto del settore, ma l'ordine di grandezza delle forze in gioco e delle masse interessate mi sembra veramente sproporzionato: come possono delle trivellazioni ed eventuali tecniche di fracking modificare a larga scala grandi masse rocciose e provocare terremoti significativi? Vado per semplice logica, poi non so.


veramente sul sisma di mirandola e lo sciame sismico del cavone i sospetti non sono sul fracking, che non vi viene praticato, ma sulla reiniezione dei fluidi di giacimento, che sono ripompati in un giacimento esaurito a pressioni superiori a quelle litostatiche esistenti alla profondità in cui deve essere inserito (grosso modo siamo sui -1500 mslm), quindi parliamo di pressioni dal centinaio di atmosfere in su. I quantitativi possono non essere rilevanti, si parla di qualche migliaio di mc al mese, ma il contesto strutturale è molto complesso (ci sono sovrascorrimenti ad andamento appenninico e numerose faglie trascorrenti ad andamento antiappenninico che determinano comparti e blocchi strutturali). E le tensioni in gioco sono compressive, perchè il contesto geodinamico è convergente. Un fluido ad alta pressione in una serie di blocchi isolati da faglie e compressi da stress tettonico, non può innescare seppur minimi rilasci di energia elastica?


This is The End, my only Friend, The End (J. Morrison)