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Provo a spostare il punto di osservazione e rispondere solo al titolo della discussione. REFERENDUM? Forse mi serve un geologo....probabilmente non serve! Nel quesito referendario si chiede di abrogare dal comma 239 della Legge di Stabilità 2016 le seguenti parole “ per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale” Il comma 239 della Legge di stabilità recita: All'articolo 6, comma 17, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, il secondo e il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti: «Il divieto e' altresì stabilito nelle zone di mare poste entro dodici miglia dalle linee di costa lungo l'intero perimetro costiero nazionale e dal perimetro esterno delle suddette aree marine e costiere protette. I titoli abilitativi già rilasciati sono fatti salvi [i]per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale. Sono sempre assicurate le attività di manutenzione finalizzate all'adeguamento tecnologico necessario alla sicurezza degli impianti e alla tutela dell'ambiente, nonché le operazioni finali di ripristino ambientale».[/i] Mi potrei esser perso qualcosa ma si parla solo dei titoli abilitativi già concessi poiché non se ne prevedono di altri entro le 12 miglia. Probabilmente stiamo discutendo dello sfruttamento di una risorsa minima (considerando quella oltre il termine della concessione), il cui contributo al fabbisogno energetico nazionale è prossimo a zero. Il comma 239 sembra in contrasto con il comma immediatamente successivo. Comma 240 della Legge di stabilità All'articolo 38 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale sono di pubblica utilità. I relativi titoli abilitativi comprendono pertanto la dichiarazione di pubblica utilità»; b) il comma 1-bis e' abrogato; c) il comma 5 e' sostituito dal seguente: «5. Le attivita' di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi sono svolte con le modalita' di cui alla legge 9 gennaio 1991, n. 9, o a seguito del rilascio di un titolo concessorio unico, sulla base di un programma generale di lavori articolato in una prima fase di ricerca, per la durata di sei anni, a cui seguono, in caso di rinvenimento di un giacimento tecnicamente ed economicamente coltivabile, riconosciuto dal Ministero dello sviluppo economico, la fase di coltivazione della durata di trent'anni, salvo l'anticipato esaurimento del giacimento, nonché la fase di ripristino finale». Probabilmente qualora permanesse questa situazione (quindi vittoria dei no o mancato raggiungimento del quorum) credo che si rischierebbe una elevata conflittualità tra compagnie petrolifere ed enti locali, associazioni varie ecc., ognuno aggrappato al proprio "comma della Legge" con elevati costi di tempo, avvocati, giudici, consulenti, eventuali risarcimenti danni a compagnie petrolifere ecc.. Non conosco le risorse e gli eventuali guadagni che lo Stato otterrebbe dallo sfruttamento fino ad esaurimento delle attuali concessioni ma probabilmente, osservando la situazione dalla parte dello Stato, un’analisi costi/benefici (più facile da fare che addentrarsi in problematiche ambientali indotte dalle perforazioni) consiglierebbe di evitare tale conflittualità. Per avere chiarezza sul referendum servirebbero più un economista e un avvocato che un geologo! Possibilmente indipendenti......se ce ne sono!
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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Cmq va bene, a sto punto andiamo su fb e vediamo che si dice là sopra... anche se avrei preferito una discussione articolata QUI, sul NOSTRO forum, Anche su fb il forum è "nostro" nel senso che ha la stessa paternità di questo forum. in modo serio, pacato, scientifico e realmente equidistante... Allora ti sei perso delle belle discussioni del passato avvenute qui su fb già immagino le varie risse virtuali con interventi ideologizzati e pregiudiziali pure da parte di cani e porci, senza che ne capiscano realmente manco un'acca in materia, oppure complottisti vari pro e contro, ambientalisti fanatici, magari qualche nuovo vegano preoccupato del benessere degli idrocarburi e di non farli soffrire troppo, etc. etc. ... Si, senza dubbio! 
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Guarda, hai evidenziato un punto importante, l'esiguita' delle risorse oggetto del referendum (che contribuiscono a meno del 5 % del fabbisogno energetico totale nazionale), e l'analisi costi/benefici dell'intera faccenda. Il presidente dell'ordine del Lazio, per tali motivi, si e' pronunciato per il NO, ha pubblicato un interessante articolo su geologi.it di FB, ma lo ha fatto scorrettamente spacciando una sua opinion personale come quella dell'intero ordine del Lazio. Io invece dico che, proprio per l'esiguita' dei giacimenti interessati, e' evidente che sto referendum assume connotati diciamo "ideologici" a piu' ampio respiro, in altre parole qua si tratta di decider che direzione dare all'intera politica energetica e ambientale degli anni futuri in italia (con tutte le implicazioni anche di ordine sociale, lavorativo, economico, di salute pubblica, etc. etc.). Mi sto rendendo sempre piu' conto che e' una questione veramente complessa, con migliaia di argomentazioni valide sia pro sia contro, e' un vero rebus. A sto punto credo che sia stato sbagliato proporre sto referendum, certe decisioni cosi' importanti e specialistiche non possono essere lasciate alla semplice coscienza dei comuni cittadini, non si tratta del divorzio o dei diritti di coppie omosessuali (questioni cmq complesse ma gia' piu' alla portata di tutti). Non ci stiamo capendo molto noi geologi, figuriamoci altre persone. Ci sarebbe voluta una commissione di veri esperti di varie discipline, possibilmente slegati il piu' possibile dalla politica e dal mondo della finanza. Ma ormai... Cmq io alla fine propendo per il SI', e non per il referendum in se', ma semplicemente nella speranza di dare un serio impulso a piani di sviluppo di eolico, solare, geotermico, etc.
Ultima modifica di Forren; 06/04/2016 15:34.
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Cmq va bene, a sto punto andiamo su fb e vediamo che si dice là sopra... anche se avrei preferito una discussione articolata QUI, sul NOSTRO forum, Anche su fb il forum è "nostro" nel senso che ha la stessa paternità di questo forum. in modo serio, pacato, scientifico e realmente equidistante... Allora ti sei perso delle belle discussioni del passato avvenute qui su fb già immagino le varie risse virtuali con interventi ideologizzati e pregiudiziali pure da parte di cani e porci, senza che ne capiscano realmente manco un'acca in materia, oppure complottisti vari pro e contro, ambientalisti fanatici, magari qualche nuovo vegano preoccupato del benessere degli idrocarburi e di non farli soffrire troppo, etc. etc. ... Si, senza dubbio! Hai perfettamente ragione, Sono andato sul forum di FB e con mia grande sorpresa ho trovato un bel po' di interventi stupidi e rissosi anche da parte di nostril colleghi, che desolazione...
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A sto punto credo che sia stato sbagliato proporre sto referendum, certe decisioni cosi' importanti e specialistiche non possono essere lasciate alla semplice coscienza dei comuni cittadini... In un paese "normale" sarebbe così (non ci dimentichiamo che una ventina di anni fa ci fu un referendum sulla carriera dei giudici!!!), ma questa decisione ci viene lasciata(!) per altri scopi (di lotta politica) che non sono quelli ambientali o geologici o economici... Poi altra cosa sono il fracking e tutto il resto...
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Non solo. I rischi per l'ambiente ci sono anche se l'estrazione la fai bene. Non puoi, infatti, comunque evitare la subsidenza. E se mi vieni a raccontare che l'abbassamento della superficie topografica fino a quasi un metro in trent'anni nella zona costiera tra cervia-cesenatico e marina di ravenna non è connessa all'estrazione di gas e olio ed è invece colpa dell'emungimento da falda acuqifera ti posso rispondere che gran parte del consumo idrico della costa romagnola proviene da acqua superficiale. I costi che la regione sostiene per il ripascimento delle spiagge e dovrà sostenere in futuro per la protezione costiera sono ben superiori ai vantaggi economici -sempre che ce ne siano per soggetti diversi dalla ENI- che deriveranno dalla prosecuzione delle attività di estrazione.
Mi linki qualche articolo in merito alla subsidenza della zona romagnola? Il problema si presenta solo nei 24 Km tra cervia e marina di ravenna o su altre zone dei circa 700 Km di costa adriatica? Se si tratta di un problema della sola zona tra cervia e marina di ravenna potrebbero esserci dei "calcoli sbagliati" e quindi il problema della subsidenza non può essere generalizzato. Per quanto riguarda i problemi di erosione costiera non credo siano direttamente connessi con la subsidenza, magari è solo uno dei tanti motivi per cui si ha erosione costiera. Ti posso assicurare che anche la costa marchigiana ha problemi di erosione costiera e non sono connessi alla subsidenza bensì alla dinamica dei sedimenti. magari qualche argomentazione tecnica per giustificare *la risposta ad entrambe le domande* 1.Nella mia ignoranza non credo che sia scientificamente provata la connessione tra "trivellazioni" (inteso come tecniche di perforazione del sottosuolo) con la sismicità (ovviamente sono sempre pronto ad imparare nuove cose). 2.Per quanto riguarda il Rischio in senso stretto mi sembra meno impattante di opere come l'escavazione di una galleria (opere per le quali non si fanno referendum).
Io preferirei davvero che tu evitassi di sfidare, a stomaco vuoto, le idee odiose, bigotte e misogine degli altri. Mangia, e solo dopo prenditela con gli s******.
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non credo che la risposta alla domanda riguardi particolarmente la categoria dei geologi, quanto quella degli economisti. premetto che io mi schiero dalla parte di chi andrà a votare (lo ritengo un diritto ma soprattutto un dovere, senza pensare a chi convenga se si raggiunge il quorum) ... detto questo provate a leggervi questi articoli interessanti (e neanche troppo di parte) http://www.lastampa.it/2016/04/04/scienz...viN/pagina.html http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/...fronto/2563033/mi sembra abbastanza chiaro che, se hanno tempo infinito per completare l'estrazione del giacimento, possono stare sempre sotto alla quota minima per pagare le royalties (con tanti saluti alle tasse e quanto altro) ma, soprattutto, decidere loro quando sarà la dismissione delle trivelle (magari MAI!) ... per questo sono PRO SI al referendum
Ultima modifica di Tacio; 08/04/2016 09:48.
Chi fa da se, fa per tre!
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A sto punto credo che sia stato sbagliato proporre sto referendum, certe decisioni cosi' importanti e specialistiche non possono essere lasciate alla semplice coscienza dei comuni cittadini Concordo pienamente e questo credo che possa essere sufficiente a giustificare una bella gita fuori porta piuttosto che andare a votare! Insomma un’altra spesa inutile! Ragionamento banale.......anche se giustificabile! In assenza di una strategia energetica le risorse che mancheranno, in caso di vittoria del si, saranno semplicemente sostituite con nuovi approvvigionamenti esteri di petrolio e gas con buona pace delle risorse rinnovabili, avremo altre navi che circoleranno per i nostri mari (e forse nuovi pozzi a 12 miglia e 1 metro dalle coste). Il perché è legato semplicemente all'attuale bassissimo costo degli idrocarburi ed alla selva di normative ed alti costi iniziali che affliggono le fonti rinnovabili; alcune delle quali ampiamente osteggiate dagli stessi ambientalisti che oggi appoggiano il referendum. Non è necessario parlare di sicurezza dei pozzi perché dopo il referendum gireranno più navi, non serve essere troppo preoccupati perché si parla di risorse verosimilmente irrisorie e neanche essere troppo ottimisti per l’utilizzo di fonti rinnovabili. Per questi motivi i connotati del referendum sono a mio avviso solo di tipo opportunistico e politico ammantati da una cortina ideologica. La discussione dovrebbe quindi virare verso aspetti puramente economici riguardanti la comunità: -Vittoria No- sfruttare le risorse oltre i tempi dei titoli già concessi e quindi fino ad esaurimento porterebbe nelle casse dello Stato € XXX -Vittoria Si- la perdita dei posti di lavoro costerebbe allo Stato € XXX -Vittoria No- le eventuali cause (compagnie petrolifere vs enti locali/associazioni varie) per la contrapposizione tra comma 239 e comma 240 della Legge di Stabilità 2016 potrebbe comportare un costo per lo Stato di € XXX -Vittoria Si- comprare gas e petrolio dall'estero costerebbe allo stato € XXX - ecc. Le cifre da inserire nelle XXX le conosciamo? Se si cerchiamo di fare due conti su cui ragionare e fare la nostra scelta, altrimenti sarebbe l’ennesima prova che l’Italia non sa ne dove vuole andare ne dove sta andando....nonostante i proclami....e qui si ritorna ai motivi politici del referendum!
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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Guarda, questo approccio in termini costi/benefici e' sicuramente molto piu' razionale e scientifico di tanti altri (io pero' includerei costi/benefici non solo puramente economici e nell'immediato, ma anche in termini ambientali, territoriali, turistici, salute pubblica, etc). Purtroppo questo tipo di analisi e di informazione NON c'e' stata, ne' da parte dei politici ne' degli esperti di settori tecnico-scientifici, economici, etc. Alla fine e' un unico guazzabuglio in cui siamo piu' o meno tutti molto perplessi e indecisi. Io non votero' in ogni caso, perche' ormai sto all'estero, pero' propenderei piu' per il si, con molte perplessita', ma cmq si', se non altro nella speranza di dare serio impulso alle rinnovabili. Poi lo so, il rischio e' di rinunciare ai pochi idrocarburi che abbiamo, mentre nel frattempo NON svilupperanno eolico, fotovoltaico, etc. Bah, che dire, che dio la mandi buona all'italia intera, io su quel paese ormai ho perso quasi ogni speranza, me ne resto beatamente in UK.
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mi sembra abbastanza chiaro che, se hanno tempo infinito per completare l'estrazione del giacimento, possono stare sempre sotto alla quota minima per pagare le royalties (con tanti saluti alle tasse e quanto altro) ma, soprattutto, decidere loro quando sarà la dismissione delle trivelle (magari MAI!) Qualche precisazione: 1-le royalties sono una cosa e le tasse un'altra! 2-se tu potessi guadagnare molto in poco tempo o la stessa cifra in un tempo 10 volte maggiore, cosa preferiresti? 3-nella tua considerazione hai incluso i costi di un impianto (tutto compreso) per anno? 4-ti è mai capitato di pensare "quest'anno ho già guadagnato 27.999€,meglio che rinuncio ai prossimi lavori che mi proporranno perchè altrimenti entro nello scaglione irpef superiore"? Se fosse stata necessaria un'altra dimostrazione della "bontà" di questo referendum...
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