Quanto alla reiniezione di fluidi di giacimento, questa mi giunge nuova.
Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n° 152, art. 104 comma 3
"3. [....] le regioni possono autorizzare lo scarico di acque risultanti dall'estrazione di idrocarburi nelle unità geologiche profonde da cui gli stessi idrocarburi sono stati estratti ovvero in unità dotate delle stesse caratteristiche che contengano, o abbiano contenuto, idrocarburi, indicando le modalità dello scarico. Lo scarico non deve contenere altre acque di scarico o altre sostanze pericolose diverse, per qualità e quantità, da quelle derivanti dalla separazione degli idrocarburi. Le relative autorizzazioni sono rilasciate con la prescrizione delle precauzioni tecniche necessarie a garantire che le acque di scarico non possano raggiungere altri sistemi idrici o nuocere ad altri ecosistemi."
A che pro lo farebbero? Per non disperderli nell'ambiente?
semplicemente per sbarazzarsene senza spendere soldi per depurarle, visto che a tutti gli effetti sono acque reflue industriali. l'idea è che si tratti di acque sporche che sono venute fuori assieme all'olio/al gas e rimetterle nel posto in cui si trovavano era compatibile, a certe condizioni, con la tutela ambientale e delle acque sotterranee
O magari per riequilibrare lo stato tensionale del sottosuolo e prevenire subsidenza?
nè l'uno nè l'altro, dato che il rapporto tra fluidi iniettati e fluidi estrattiè minore di 1 a 1000: non sarebbe possibile alcun effetto con le quantità in gioco. Gli unici motivi sono quelli di cui al punto precedente....
Ma in ogni caso perche' reiniettarli a pressione piu' alta di quella litostatica originaria?
Per pomparli nel serbatoio il più velocemente possibile.. è un po' come gonfiare una ruota: più pressione ha il compressore che usi rispetto alla pressione dell'aria nella ruota, più in fretta questa si gonfia.... comunque la pressione di reiniezione viene determinata da prove di iniettività, fanno più steps di iniezione a diverse pressioni e misurano i vari parametri, per verificare che il giacimento riesca a "bere" il fluido
Per me, a rigor di logica, decompressioni e successive ricompressioni, specie in una zona sismica e strutturalmente complessa, potrebbero teoricamente avere in qualche modo un'influenza nell'innesco di sismi, agendo come una sorta di processo catalizzatore, e anche per i fluidi reiniettati con effetto lubrificante lungo piani di faglia e scorrimmento. Pero', sempre a rigor di logica, bisogna poi tener conto dell'entita' delle reiniezioni, dei volumi e forze in gioco, dell'area superficiale interessata, etc.
esattamente, sono perfettamente d'accordo
Se non abbiamo dati e studi concreti rimaniamo a parlare in linea puramente teorica. Io poi ci capisco ben poco di sismologia e rischio di prendere anche cantonate.
Cmq pasionaria ha messo un'immagine interessante sulle possibili relazioni terremoti - attivita' estrattive, la trovate nell'altro post sul referendum. Guardatela e poi ne riparliamo alla luce di dati piu' concreti.
l'ho vista, e secondo me - ma neppure il "dream team" che ha steso il rapporto ichese lo ha escluso espressamente - lo schema mette bene in luce che un minimo di correlazione ci stà perchè come si vede si è utilizzato il criterio di valutare la densità di eventi attorno al pozzo di reiniezione.