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#140112 30/03/2016 14:15
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Buongiorno a tutti,

come membro di questo forum e cittadina italiana, trovo necessario aprire qui una pagina sul Referendum del prossimo 17 Aprile.

Ieri sul nostro sito dell'Ordine nazionale è comparso un articolo de L'Espresso.

Mettendo da parte, ma solo momentaneamente, i rischi di disastri ambientali e abbruttimento del paesaggio marino davanti ai nostri preziosissimi ospiti bagnanti...

..Chiedo ai geologi informati che leggono: quanto c'è di vero sul rischio di subsidenza della costa Alto Adriatica?
Mi basterebbe sapere a che profondità e all'interno di quali formazioni sono i giacimenti sfruttabili.
Questo perchè non ho elementi per assimilare le trivellazioni in questione con il pompaggio delle acque in Z.I. di Porto Marghera e la conseguente (certa) subsidenza della laguna di Venezia.

Grazie mille

PS. Chiedo informazioni tecniche, non opinioni.


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Buongiorno a tutti...


..Chiedo ai geologi informati che leggono: quanto c'è di vero sul rischio di subsidenza della costa Alto Adriatica?
Mi basterebbe sapere a che profondità e all'interno di quali formazioni sono i giacimenti sfruttabili.
Questo perchè non ho elementi per assimilare le trivellazioni in questione con il pompaggio delle acque in Z.I. di Porto Marghera e la conseguente (certa) subsidenza della laguna di Venezia.

Grazie mille

PS. Chiedo informazioni tecniche, non opinioni.


Da quello che ho letto in giro è più preoccupante la subsidenza dovuta ad estrazione di acque di falda (ad esempio vedi quest'articolo: http://www.earth-prints.org/bitstream/2122/2671/1/1450.pdf, anzichè quella dovuta ad estrazione di idrocarburi, visto che questa avviene a profondità ben superiore alla prima oltre ad utilizzare tecniche differenti di perforazione, rivestimento e protezione.
Personalmente non posso rispondere alle tue domande non essendo del settore oil e i tuoi quesiti potranno trovare risposta solo da colleghi esperti del settore specifico che esorto ad intervenire sul forum.


"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Qui ci sono i dati dei monitoraggi eseguiti dall'ARPA dell'Emilia Romagna... insomma è facile intuire da cosa è dovuta

http://www.arpa.emr.it/dettaglio_generale.asp?id=2969&idlivello=1423


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Sull'onda di Alex, pongo a confronto queste due immagini...

quella a sinistra mappa i valori della subsidenza (ENI trivella quasi ininterrottamente dagli anni '70);


quella a destra si riferisce all'area concessa alla Po Valley op per la ricerca di gas&C.

Vorrei sapere questi giacimenti dove sono e a quali profondità, perchè un conto è pompare acqua dalle conoidi del Reno, un altro è depressurizzare giacimenti in roccia..


The road not taken
(Robert Frost)
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Bollettino di Geofisica Teorica ed Applicata Vol. 56, n. 4, pp. 461- 488; December 2015

Immagini allegate
legami sisma emilia pompaggi.png (488.27 KB, 28 download)

The road not taken
(Robert Frost)
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?? servirebbe una spiegazione in merito

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certo che servono spiegazioni! stiamo facendo lo stesso discorso su un altro post lanciato da un non-geologo che ha chiesto indicazioni per votare in modo razionale, e non su semplice propaganda politica di questa o quell'altra parte, perche' non intervenite anche voi?

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Trovo sbalorditivo quanto divergenti possano essere le conclusioni che possiamo trarre dalla visione di una carta tematica. Mi sono sempre sforzata di fornire interpretazioni più obiettive possibili perché fossero ripetibili e quindi condivise da una comunità scientifica. Detto questo, non pensate che sia fautrice del pensiero unico, ma nessuno mi ha ancora convinta che 1+2 non faccia 3.
Al momento ho alcune convinzioni.
1. Checché si dica, per ogni barile di greggio estratto si ottengono 10 barili di liquidi inutilizzabili per la produzione.
+
2.Essi vengono reiniettati in pozzi inoperosi vicino al luogo della perforazione.
=
3. E a questo punto non posso ignorare che possa essere non vago il rischio di subsidenza (se almeno sapessi dove sono i giacimenti) in Alto Adriatico o di attivazione di faglie capaci (se almeno sapessi dove sono i pozzi inoperosi interessati dal fracking)


The road not taken
(Robert Frost)
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Nella partita per le risorse off shore in Adriatico, la Croazia ha predisposto un Piano Programma Quadro
L'Italia l'ha sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) avviata il 25/8/2014. La ricerca croata prevede rilievi sismici 2D e 3D e la perforazione esplorativa per un periodo massimo di 5 anni. La produzione di idrocarburi è prevista per un periodo massimo di 25-30 anni. Le attività di ricerca e produzione si svolgeranno all'interno di 29 blocchi (aree): 8 blocchi nell'Adriatico settentrionale, 16 blocchi nell'Adriatico centrale e 5 blocchi nell'Adriatico meridionale. La superficie di ciascun blocco varia dai 1000 ai 1600 km2.

Leggendo questo articolo, mi sono stupita dell'apprensione del nostro Ministero (e questo mi conforta nell'escludere questi problemi con le nostre "trivelle")

Il Ministero dell'Ambiente italiano, nella Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del Piano Croato, “osserva” la carenza nel Rapporto Ambientale Croato dell'analisi degli ulteriori impatti ambientali transfrontalieri, anche potenziali, rispetto a quelli presentati .

Il Ministro “osserva” l’importanza di porre particolare attenzione alla Programmazione delle attività del Piano Programma Croato per evitare impatti cumulativi derivanti dallo svolgimento di attività simultanee in blocchi contigui.

Il Ministero è “preoccupato” per gli impatti ambientali cumulativi, di tipo acustico, ma anche chimico per gli scarichi in mare derivanti dalla fase di realizzazione, produzione e manutenzione delle piattaforme dei 29 blocchi con il correlato trasporto marittimo.

Inoltre il Ministero italiano rileva la mancanza della Valutazione di Incidenza, pur essendo presenti, in numero elevato, siti italiani della Rete Natura 2000 (composta da due tipi di aree: le Zone di Protezione Speciale ZPS previste dalla Direttiva Uccelli, e i Siti di Importanza Comunitaria proposti pSIC). E' stata richiesta un’integrazione della procedura di VAS con tale Valutazione di Incidenza dei siti potenzialmente interessati, almeno per prevenire e minimizzare gli impatti su questa “Strategica componente del patrimonio naturalistico europeo”.

Il nostro Ministero aggiunge anche la necessità di integrare il piano croato con le informazioni mancanti relative a:

- l’ampia porzione del Mare Adriatico che è stata individuata come EBSAs (Ecologically e Biologically Significant Marine Areas) e come possibile area protetta di alto mare dalla convenzione di Barcellona,
- la possibile presenza di ordigni bellici sui fondali,
- la presenza di un elevato traffico marittimo con un volume elevato di idrocarburi in transito.

E sui possibili incidenti..gli Stati membri si sono conformati alla direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare?


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