"il tanto criticato Decreto Bersani all'art. 34, comma 2 dichiara:
all'articolo 53, comma 14, del Decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dopo l'ultimo periodo è aggiunto il seguente: le amministrazioni rendono noti, mediante inserimento nelle proprie banche dati accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi dei propri consulenti indicando l'oggetto, la durata e il compenso dell'incarico
giusto per dovere di cronaca l'art. 53, comma 14 dichiara che:
[...] (le amministrazioni) sono altresì tenute a comunicare (al dipartimento della funzione pubblica) semestralmente l'elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza, con l'indicazione della ragione dell'incarico e dell'ammontare dei compensi corrisposti
......che strano, nessuno dei contro Bersani ne ha mai parlato !?!?
[ 15.10.2006, 23:28: Messaggio modificato da: cascone ] "
Ma scusa, sapendo che c'è l'obbligatorietà della risposta secondo la legge sulla trasparenza degli atti amministrativi, se prima della Bersani te ne andavi presso l'Ente a chiedere la delibera di giunta o quella sindacale, l'Ente aveva l'obbligo di dirti chi, l'oggetto, la durata del compenso dell'incarico.
Come vedi, non cambia un bel niente, se la volontà di dare la percezione di una trasparenza illusoria.
E, una volta saputo chi e quanto, supponendo che la consulenza venga data ad un collega che notoriamente è una capra, pensi di potere andare dall'amministratore e fare valere le tue ragioni promuovendoti come più competente?
Gli incarichi di consulenza sono FIDUCIARI, cioè, in pratica, gli amministratori fanno ciò che vogliono assumendosi le loro responsabilità, E NOI NON POSSIAMO FARCI PROPRIO NIENTE (tranne in casi eclatanti in cui vengano violate altre leggi, come chiamare a consulenza un rabdomante non laureato in geologia per incarichi idrogeologici, o un architetto come esperto geotecnico.)
D'altronde, stessa facoltà è data ai giudici, i quali possono chiamare come CTU anche persone non iscritte all'albo.