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#14048 16/10/2006 08:46
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Sul sito de La Repubblica di questa mattina c'è un filmato sull'eruzione di un pozzo a Giava che ha allagato di fango bollente un'intera città.

Ho visto solo le immagini perchè non ho le casse per sentire il parlato, quindi se scrivete quanto viene detto mi fate un piacere.

Da vedere è impressionante !

Mi chiedo: in un caso come questo che cosa faremmo noi (geologi italiani impegnati nella protezione civile) per limitare i danni ?

Antonio

#14049 16/10/2006 08:58
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è un pozzo per la ricerca di gas che sta espellendo circa 100.000 metricubi/giorno di fango bollente da diversi mesi e che si sta riversando per decine e decine di chilometri; pare che continuerà per alcuni anni !!

http://multimedia.repubblica.it/home/445694?ref=hpmm

non credo che la nostra protezione civile abbia le capacità/conoscenze per fronteggiare tali situazioni. D'altronde dalle parti nostre i problemi sono diversi e su questi l'approccio lo si sta studiando da molti anni:

http://resources.regione.campania.it/sli...le_5701_GNR.pdf


Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui"
(Ezra Pound)
#14050 16/10/2006 10:14
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Cose mai viste!

ma nessuno ha detto alla compagnia che si trovano in una zona di convergenza e che il rischio andava valutato a priori
il gas mahh!
con tutta quella energia potevano pensare a un campo geotermico o magari ad un nuovo tipo di sfruttamento.
certo che per la compagnia è stata una bella sorpresa ritrovarsi in una perforazione del fango ad alta temperatura.
chi sa cosa hanno pensato i sondatori nel ritrovarsi del fango bollente.
un dubbio mi viene: ma non si sono resi conte che stavano entrando in una zona con un forte gradiente termico.
altro che protezione civile bastava un semplice geologo per valutare le stratigrafie e decidere sulla perforazione.
cmq. per gli amanti delle catastrofe questa è una nuova ed originale da annoverare negli annali delle catastrofe

#14051 16/10/2006 13:10
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non credo che la nostra protezione civile abbia le capacità/conoscenze per fronteggiare tali situazioni.
La Protezione civile cosa c'entra?

Ci sono apposite compagnie di servizi che intervengono in questi casi.

Sono le stesse che hanno spento i pozzi in kuwait a suo tempo.

#14052 16/10/2006 15:09
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La protezione civile c'entra per essere d'aiuto alla popolazione e cercare di arginare il disastro al di fuori del cantiere.

Per quello che ricordo poi dalla mia esperienza petrolifera, che risale al 1963, non devono essere funzionate o fatte funzionare in tempo le valvole che bloccano le emissioni violente dal pozzo.

Il mio quesito era ed è: per arginare i danni provocati da un pozzo in eruzione che emette fango bollente che cosa dovrebbe fare un geologo alle dipendenze della colettività civile ( comune, regione, stato) per ridurre i danni ai beni della popolazione??

Io direi di partire dal microrilievo per prevedere dove si dirige il fango e fare così sgomberare le persone e le cose da queste zone poi farei degli argini con la terra scavata dai fossi di scarico che farei convergere verso una depressione non residenziale o industriale ma solo agricola.

Come geologo di cantiere: un pozzo deviato poi tanta dinamite, come quando si deve spegnere un pozzo in fiamme.

Avete altre idee al proposito ???

Questo forum serve secondo me anche per scambi d'idee non solo per piangerci adosso o per polemizzare.

Che poi debba essere la protezione civile italiana o quella del principato di monaco ad intervenire non penso che interessi più di tanto.

Ho sollevato l'argomento perchè sto curando la nuova edizione della mia Geologia d'urgenza nelle calamità naturali (essendo andata esaurita la prima edizione) e speravo d'avere qualche suggerimento da voi su questo di tipo di problematica che non mi è mai capitata.

Antonio

1 al membro piace questo: massimo trossero
#14053 17/10/2006 07:52
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Originariamente inviato da Antonio Scaglioni:
La protezione civile c'entra per essere d'aiuto alla popolazione e cercare di arginare il disastro al di fuori del cantiere.

Per quello che ricordo poi dalla mia esperienza petrolifera, che risale al 1963, non devono essere funzionate o fatte funzionare in tempo le valvole che bloccano le emissioni violente dal pozzo.

Il mio quesito era ed è: per arginare i danni provocati da un pozzo in eruzione che emette fango bollente che cosa dovrebbe fare un geologo alle dipendenze della colettività civile ( comune, regione, stato) per ridurre i danni ai beni della popolazione??

Io direi di partire dal microrilievo ...

Come geologo di cantiere: un pozzo deviato poi tanta dinamite, come quando si deve spegnere un pozzo in fiamme.

Avete altre idee al proposito ???

Questo forum serve secondo me anche per scambi d'idee non solo per piangerci adosso o per polemizzare.


Ho sollevato l'argomento perchè sto curando la nuova edizione della mia Geologia d'urgenza nelle calamità naturali

Antonio
Una cosa simile è successa a varana di serramazzoni (appennino modenese) nella metà degli anni 80.
Per chiudere il pozzo sono intervenute ditte di servizi specializate che hanno tamponato con ripetute iniezioni di cemento in pressione, ci sono voluti giorni e giorni.


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#14054 17/10/2006 07:54
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cmq al di là delle polemiche L'idea della dinamite per fermare un pozzo che erutta gas in pressione mi sembra un'idea folle.
Speriamo che la protezione civile sia più organizzata...


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#14055 17/10/2006 08:20
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Ripeto: non credo che la protezione civile debba intervenire in cantiere ma per assistere la popolazione ed impedire il dilagare del fango.

Circa le tecniche per spegnere i pozzi, ripeto: le mie notizie risalgono al 1963.

Circa l'episodio di Varana non ne so nulla, non mi risulta sia stato pubblicizzato dalla stampa dell'epoca.

E' difficile che mi sia sfuggita la notizia perchè leggo da anni tutti i giorni almeno un quotidiano con cronaca di Modena ( negli anni 80 oltretutto collaboravo con il Resto del Carlino di Modena).

Non capisco poi perchè si parli di polemiche

Antonio

#14056 17/10/2006 09:27
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Originariamente inviato da adriano iachetta:
Cose mai viste!

ma nessuno ha detto alla compagnia che si trovano in una zona di convergenza e che il rischio andava valutato a priori
il gas mahh!
con tutta quella energia potevano pensare a un campo geotermico o magari ad un nuovo tipo di sfruttamento.
certo che per la compagnia è stata una bella sorpresa ritrovarsi in una perforazione del fango ad alta temperatura.
chi sa cosa hanno pensato i sondatori nel ritrovarsi del fango bollente.
un dubbio mi viene: ma non si sono resi conte che stavano entrando in una zona con un forte gradiente termico.
altro che protezione civile bastava un semplice geologo per valutare le stratigrafie e decidere sulla perforazione.
di solito le compagnie di exploration di geologi ne hanno ed anche con i controcosiddetti, incappare in situazioni imprevisa fa parte dei sistemi naturali - mica lo decidono i mud-loggers dove perforare


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#14057 17/10/2006 10:55
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Va Ben!!
L’imprevisto geologico è sempre in “agguato”

#14058 17/10/2006 10:58
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parco del ticino negli anni novanta o ottanta (non ricordo bene...qualcuno può aiutarmi?) un pozzo in eruzione ha sparso per chilometri del petrolio...tanto che successivamente le coltivazioni subirono una specie di gigantismo... in quel caso errore umano...subito messo a tacere!!! cosa fecero? prima dovettero aspettare che la pressione diminuisse e poi cementare il foro!...sicuramente un caso molto più semlice a confronto...

#14059 22/10/2006 01:51
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Cose mai viste!

ma nessuno ha detto alla compagnia che si trovano in una zona di convergenza e che il rischio andava valutato a priori
il gas mahh!
con tutta quella energia potevano pensare a un campo geotermico o magari ad un nuovo tipo di sfruttamento.
certo che per la compagnia è stata una bella Isorpresa ritrovarsi in una perforazione del fango ad alta temperatura.
chi sa cosa hanno pensato i sondatori nel ritrovarsi del fango bollente.
un dubbio mi viene: ma non si sono resi conte che stavano entrando in una zona con un forte gradiente termico.
altro che protezione civile bastava un semplice geologo per valutare le stratigrafie e decidere sulla perforazione.
cmq. per gli amanti delle catastrofe questa è una nuova ed originale da annoverare negli annali delle catastrofe
Si e' visto, per non allontanarci dall'Italia, a Trecate il 28 marzo 1994 ed e' un evento che puo' accadere.

Il rischio viene sempre valutato a priori e di solito questo genere di incidenti non dipende da errata progettazione, ma da errata esecuzione del pozzo. Non avviene molto spesso perche' di solito chi perfora non commette sbagli cosi' grossi, visto cosa viene a costare alla fine.

A Trecate mi e' stato detto che la cementazione della prima colonna non ha tenuto, quindi quando hanno finalmente chiuso il BOP, l'eruzione e' continuata al suo esterno, fra la tubazione ed il terreno. Prima c'erano stati problemi con la batteria di perforazione (rotta un'asta in un RIH dopo una sostituzione di scalpello) affrontati nel modo sbagliato. Per cui di errori non ce ne e' stato uno solo, ma fu una catena di indecisioni, decisioni e manovre errate che porto' all'incidente, risolto in breve tempo per pura fortuna (una frana blocco' l'eruzione).

La Protezione Civile non ha le competenze per chiudere un pozzo in eruzione (in Italia non credo ci siano specialisti che le possiedano e di sicuro non lavorano per la Protezione Civile, visto gli stipendi che possono strappare nell'industria privata) e non ha le attrezzature necessarie.

E mi sembra giusto cosi', visto che l'eventualita' che ci sia bisogno di un simile intervento e' cosi' bassa che non giustifica il costo dell'addestramento del personale e dell'acquisto delle attrezzature.

Perfino l'ENI si rivolge a terzi.

Quanto al fango ad temperatura elevata, i perforatori di solito non si stupiscono di trovare temperature elevate a qualche migliaio di metri di profondita', e' il normale gradiente geotermico.

Infine il "geologo di cantiere" non esiste nell'olio. Esistono specialisti, addestrati ognuno per un proprio compito ben preciso, che sanno cosa fare e che "work procedures" seguire, compreso chi allertare, in caso di emergenza.

Il mondo dell'olio e' completamente diverso da quello che siamo abituati a vedere come professionisti in Italia. Molto specializzato e molto settorializzato. Non esistono figure "jolly" e non e' permesso a nessuno occuparsi di qualcosa che non sia compreso espressamente nei suoi compiti e per cui non sia stato specificatamente addestrato e certificato.

#14060 22/10/2006 01:54
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errore umano...subito messo a tacere!!! cosa fecero? prima dovettero aspettare che la pressione diminuisse e poi cementare il foro!...sicuramente un caso molto più semlice a confronto...
Allertarono una compagnia specializzata che comincio' a studiare come intervenire, ma per un gran colpo di fortuna il pozzo frano' e si fermo' l'eruzione prima di ogni intervento.

Veramente da ringraziare Santa Barbara.

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salve a tutti! è una discussione un po' vecchia ma se a qualcuno puo' interessare qui c'è una interessante descrizione dell'accaduto sull'incidente di Trecate da una persona che era intervenuta sul posto:

https://www.oilystuff.com/single-post/2019/05/26/scoppia-un-pozzo-e-piove-petrolio

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