La protezione civile c'entra per essere d'aiuto alla popolazione e cercare di arginare il disastro al di fuori del cantiere.

Per quello che ricordo poi dalla mia esperienza petrolifera, che risale al 1963, non devono essere funzionate o fatte funzionare in tempo le valvole che bloccano le emissioni violente dal pozzo.

Il mio quesito era ed è: per arginare i danni provocati da un pozzo in eruzione che emette fango bollente che cosa dovrebbe fare un geologo alle dipendenze della colettività civile ( comune, regione, stato) per ridurre i danni ai beni della popolazione??

Io direi di partire dal microrilievo per prevedere dove si dirige il fango e fare così sgomberare le persone e le cose da queste zone poi farei degli argini con la terra scavata dai fossi di scarico che farei convergere verso una depressione non residenziale o industriale ma solo agricola.

Come geologo di cantiere: un pozzo deviato poi tanta dinamite, come quando si deve spegnere un pozzo in fiamme.

Avete altre idee al proposito ???

Questo forum serve secondo me anche per scambi d'idee non solo per piangerci adosso o per polemizzare.

Che poi debba essere la protezione civile italiana o quella del principato di monaco ad intervenire non penso che interessi più di tanto.

Ho sollevato l'argomento perchè sto curando la nuova edizione della mia Geologia d'urgenza nelle calamità naturali (essendo andata esaurita la prima edizione) e speravo d'avere qualche suggerimento da voi su questo di tipo di problematica che non mi è mai capitata.

Antonio