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Salve a tutti, Io e una mia amica abbiamo un esame il 28 luglio. Abbiamo delle perplessità su come definire il substrato e le coperture. Su base sismica sappiamo che il bedrock sismico è caratterizzato da Vs>800 m/s; e su base geologica? Noi consideriamo substrato le rocce consolidate e le terre sovraconsolidate, mentre come coperture il suolo e i depositi sciolti, non consolidati. è errato? Grazie
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Nel caso sismico esiste una definizione per cui copertura e substrato sismico ('substrato di riferimento' come scrive al normativa) sono ben determinati (a parte i casi di substrato profondo per cui si ricorre al concetto di 'substrato ingegneristico'). Il criterio è Vs>700 ms-2 (CIrc. C7.11.3.1.2.1 )
Nel caso della geotecnica la normativa italiana non contiene una definzione di substrato. Potremmo identificare il termine substrato con il termine di 'strato competente' ossia strato che offre caratteristiche di resistenza nel complesso favorevole: regolite, roccia alterata, roccia rigida, argille OC, ghiaia non sciolta, sabbie addensate...
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Il quesito di mariozeppa1 vuole una risposta "su base geologica" su come definire il substrato e la copertura. Molto semplicisticamente: - la "copertura" è tutto quanto in superficie maschera le formazioni rocciose sottostanti. E' costituita da depositi provenienti dall'alterazione e dal disfacimento di quelle per effetto di azioni chimico-fisico-biologiche che sono classificabile con diverse terminologie a seconda della loro provenienza (autoctoni se formatisi in posto) e alloctoni se hanno subito un trasporto. La classificazione delle coperture si arricchisce di altre nomenclature (ad es. riferite al clima). Più frequentemente ricorrenti sono i suoli pedogenizzati (suoli agrari), terre sciolte più o meno sabbiose-limose-argillose, regoliti formate da clasti litici a spigoli vivi di varia dimensione. Il deposito di copertura tende progressivamente, con la profondità, a identificarsi con la roccia madre di provenienza che rappresenta geologicamente il "substrato" (=che sta sotto a quello di riferimento).
E' la prima volta che incontro la definizione di "substrato ingegneristico".
Andrea Maniscalco
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E' la prima volta che incontro la definizione di "substrato ingegneristico".
E' un concetto molto utilizzato dai giapponesi, ma si riporta implicitamente allo stesso anche nelle norme ASCI/SEI 7-10, quando il substrato rigido è molto profondo. Si tratta essenzialmente del primo contrasto di impedenza significativo al di sotto della coltre.
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Non dimentichiamo le coperture quaternarie (alluvioni, terrazzi fluviali e quanto altro) nella pianura padana prima di arrivare al SERS (sintema emiliano romagnolo superiore) ci possono essere anche varie centinaia di metri di copertura ... per non parlare del miocene che può arrivare a vari chilometri di profondità
Chi fa da se, fa per tre!
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