Importante: questo thread è dedicato esclusivamente a considerazioni tecniche sul sisma. Qualsiasi altra considerazione a giudizio dei moderatori non pertinente agli aspetti tecnici verrà spostata nell'altro thread, il thread non-tecnico. I commenti su complotti NON fanno parte di questo thread.
L'INGV ha assegnato uan magnitudo Richter 6.0, con Mw preliminare = 6.0 coerente con l'estensione della box sismica'.
Poco dopo l'INGV ha pubblicato dei chiarimenti in seguito a critiche sulla determinazione di M minore di quella USGS Mw= 6.2. L'INGV ha anche fornito il range di errore. ufficialmente, la magnitudo del sisma attualmente è la seguente:
Mw = 6.0 ± 0.3
Questi i primi miei commenti dopo il brusco risveglio:
H 3:30 Per adesso l'epicentro segnalato è tra Norcia e Amatrice, con Magnitudo generica stimata a 6.0. Aftershock alle 4:30
E' ancora presto per la stima di danni e eventuali fatalità. Aggiornamento alle 8 circa, 2 decessi accertati, il che vuol dire che possiamo aspettarne fino a 20 con probabilità.
Crolli di edifici in muratura vetusta, che come al solito raramente sopportano un sisma di M = 6
Dal sito INGVN
Quote:
Un terremoto di magnitudo ML 6.0 è avvenuto questa notte alle ore 03:36 italiane (24 agosto 2016 ore 01:36 UTC) tra le province di Rieti e Ascoli Piceno. L’epicentro è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV ad una profondità di 4 km.
Il contesto sismologico è piuttosto chiaro da questa immagine del DISS. La faglia presente è quella già definita come Accumoli-Amatrice, evidenziata in giallo
General Information DISS–ID ITCS028 Name Colfiorito-Campotosto Compiler(s) Burrato P.(1), Fracassi U.(1), Mariano S.(1) Contributor(s) Burrato P.(1), Fracassi U.(1), Mariano S.(1) Affiliation(s) 1) Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia; Sismologia e Tettonofisica; Via di Vigna Murata, 605, 00143 Roma, Italy Created 08-Jan-2005 Updated 06-May-2010 Display map … Display map … Display GoogleMap … Related sources ITIS017ITIS018ITIS019
Parametric Information Parameter Quality Evidence Min depth [km] 2.5 LD Based on various geological, geodetic and seismological data. Max depth [km] 14.0 LD Based on various geological, geodetic and seismological data. Strike [deg] min… max 130…150 LD Based on various geological, geodetic and seismological data. Dip [deg] min… max 35…55 LD Based on various geological, geodetic and seismological data. Rake [deg] min… max 260…280 LD Based on various geological, geodetic and seismological data. Slip Rate [mm/y] min… max 0.1…1.0 EJ Unknown, values assumed from geodynamic constraints. Max Magnitude [Mw] 6.5 OD Derived from maximum magnitude of associated individual source(s). LD=Literature Data; OD=Original Data; ER=Empirical Relationship; AR=Analytical Relationship;EJ=Expert Judgement;
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Le note di letteratura contenute nel database DISS. In blu la parte specifica sul tratto Amatrice-Accumoli.
This Composite Seismogenic Source straddles a section of the Umbria-Marche Apennines between the Upper Potenza River valley and the Campotosto Lake (from north to south), along the backbone of the Northern Apennines down to the western foothills of the Gran Sasso mountain range. This low-angle, SW-dipping normal fault system is the easternmost of the central Apennines, just west of the region where compressional activity prevails, in the eastern portion of the central and northern Apennines.
Historical and instrumental catalogues (Boschi et al., 2000; Gruppo di Lavoro CPTI, 2004; Pondrelli et al., 2006; Guidoboni et al., 2007) show a very dense intermediate (4.5 < Mw 5.0) to damaging seismicity within the area. Furthermore, this source has generated numerous destructive earthquakes, including (from north to south): 23 April 1593 (Mw 5.5, Gubbio), the possibly twin earthquakes of 14 Apr 1747 (Mw 5.9, Fiuminata) and 27 July 1751 (Mw 6.3, Gualdo Tadino), 30 April 1279 (Mw 6.3, Camerino), and the well known twin earthquakes that hit the areas of Colfiorito and Sellano in the Umbro-Marchigiano Apennines on 26 September and 14 October 1997 (Mw 5.8 and 5.7, respectively). The 14 February 1838 (Mw 5.6, Valnerina), 1 January 1328 (Mw 6.4, Norcia), and 14 January 1703 (Mw 6.8, Appennino Reatino) earthquakes have occurred south of this source.
Finally, the southernmost reaches of this source have been the locus of a sequence following the 6 April 2009, L'Aquila mainshock, including a large aftershock that occurred on 9 April 2009.
This source results from the extensive studies that followed the well known 1997 sequence, concerning both the field evidence of present-day tectonic deformation and the seismological data. Various investigators addressed the active tectonics and, subsequently, the seismogenic characteristics of the area, with widely divergent interpretations. On the one hand Cello et al. (1997, 1998) interpreted the observed ground ruptures as coseismic surface faulting, particularly in the Colfiorito basin. On the other hand, Basili et al. (1998) concluded that such ruptures were due to ground shaking, whereas the surface breaks found in the Sellano area could be ascribed to genuine surface faulting. Cinti et al. (1999) found a set of three parallel surface ruptures that they interpreted as being consistent the tectonic style of the area.
Along the southern portion of the source lies the Norcia-Cittareale Fault, which according to Blumetti (1995) and Cello et al. (1998), among others, is responsible for the 14 January 1703 earthquake, the northernmost shock of a large sequence that ruptured a 60 km-long stretch of the Centra Apennines seismogenic zone. Other portions of this source have been associated with key destructive earthquakes that have occurred in this area.
The strike of this source was selected based on that of the mapped structures (N130¡-150¡). The estimation of the dip relies on geological and seismological data (35¡-55¡). The rake is representative of pure extension and was based on geological and seismological observations (260¡-280¡). Also the minimum and maximum depth were based on geological and seismological data (2.5 and 14.0 km, respectively). The slip rate was inferred from geological observations along adjacent structures that share the same tectonic environment with the Colfiorito-Campotosto Source (0.1 - 1.0 mm/y). The maximum magnitude was taken from the largest Individual Source associated with it (Mw 6.5).
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Vi riporto quanto evidenziato in neretto nel precedente post:
Quote:
Finally, the southernmost reaches of this source have been the locus of a sequence following the 6 April 2009, L'Aquila mainshock, including a large aftershock that occurred on 9 April 2009.
Ciò è molto interessante, in quanto collega il terremoto dell'Aquila del 2009 a quello attuale del 2016; secondo le note questi fanno parte infatti della stessa struttura sismogenetica di tipo composto.
Questa affermazione mi ricorda immedaitamente il modello del clustering spazio-temporale di Faenza et al., del quale discutemmo dopo il terremoto dell'Aquila.
Secondo tale modello, per alcuni aspetti opposto a quello dell'elastic rebound, i terremoti si raggruppano non solo spazialmente ma anche temporalmente, a causa della riconfigurazione del campo di stress crostale. Fino a 10 anni dopo un maggiore evento, l'area considerata (con i suoi dintorni) rimane a rischio molto elevato, in quanto il campo di fratture può ricevere nuovi impusli tensionali (da dissipare con un altro grande terremoto).
Notiamo che ci troviamo entro i 10 anni dell'intervallo di rischio del modello del clustering spazio-temporale.
Un resoconto storico sulla sismicità di Amatrice, nel sito della famiglia Giustiniani.
Il terremoto di Amatrice del 7 ottobre 1639
Come descritto in “Nuoua, e vera relatione del terribile, e spauentoso terremoto successo nella citta della Matrice, e suo stato, con patimento ancora di Accumulo, e luoghi circonuicini, sotto li 7. del presente mese di Ottobre 1639. Con la morte compassioneuole di molte persone, la perdita di bestiami d'ogni sorte, e con tutto il danno seguito fino al corrente giorno. Con ogni diligenza, e certezza descritta da Carlo Tiberij romano ... ” - di Carlo Tiberij Romano - Marciani 1639 (nei manoscritti rari della Biblioteca Casanatense di Roma coll. Bibl. Misc. 367/16)
Una delle cause di mancanza di dati storici in loco, circa l’avo Giustiniano Giustiniani morto a Roccapassa nel 1735 e precedenti, è anche data dal terribile terremoto dell’ottobre 1639 (del 7 grado della scala Mercalli) che distrusse l’intero abitato e probabilmente anche i vecchi registri ecclesiastici. Ciò è anche documentato da una antica relazione sull’evento che per l’appunto dice “La Rocca distrutta”.
la mia foto Un dettaglio della sismicità della zona di Amatrice e dei suoi più violenti terremoti.
Dopo un evocazione di preghiera, il testimone oculare della tragedia parla di questo terribile terremoto, avventuo nella notte (le nove) del sette ottobre 1639: “… alcuni fuggono, altri si rifuggiano nella Chiesa di S.Domenico presso l’esercito del S.S. Rosario per invocare la protezione della Beta Vergine”. I Signori Alessandro Orsini e consorte, principi di Amatrice, furono costretti a lasciare il loro palazzo e fuggire nella loro villa di campagna della Santa Iusta. Il relatore stima i danni in 400.000 scudi dell’epoca. Molti furono i morti sepolti sotto le rovine, il relatore comunque ne cita ufficialmente 35. Anche se narra che la più parte sono rimasti sepolti ed il fetore ed il puzzo è insopportabile. La scossa più forte durò un quarto d’ora. I danni per le varie frazioni sono elencati nel seguente modo: Campo Tosto rovinato in parte, S.Martino tutto, Collalto mal tenuto, Pinaca parte, Filetta e Svevocaia tutte, L’abbazia di S. Lorenzo sotto il Vescovado di Ascoli quasi tutta (salvi tutti i frati sottolinea il relatore), Padarga in parte, Cantone Villa solo una casa in piedi, Corva distrutta, Forcella tutta, Capriccio buona parte, Leila poco. Il 14 ottobre del 1639 alla stessa ora ci fu probabilmente una seconda scossa. Il relatore riporta un nuovo elenco di paesi danneggiati: Saletta poco, Corsenito quasi tutto, Casale tutto, La Rocca distrutta, Torreto neppure un legno, Colle Baffo solo una casa in piedi, Palsciano buona parte, Santo Iorio tutto sfracassato, Colle Moresco tutto. La Chiesa dei Padri Francescani, La Rocca dei Salli è tutta rovinata. A Cancello dopo Montereale il palazzo del Signorotto locale Ludovico Cerasi e del Digor Gio Paolo Ricci sono completamente distrutti.
L'andamento temporale dei terremoti più forti nell'Appennino umbro-marchigiano è abbastanza irregolare. Ai terremoti distruttivi del 1279, con area epicentrale vicina o addirittura coincidente con quella dei terremoti attuali, si ebbero poi quelli del 1328, 1352 e 1389 in Alta Val Nerina, sono seguiti, secondo i cataloghi, un periodo di attività più ridotta, con pochi terremoti distruttivi: 1458, Alta Val Tiberina, 1599 Cascia ed infine quello di Amatrice dell'ottobre 1639
Questi sono gli accelerogrammi pubblicati nel sito INGV, aspettiamo i dettagli su durata, PGA, della stazione più vicina e sue caratteristiche. Il meccanismo focale è puramente distensivo, come era da attendersi.
Microzonazione Ciao Luca, ciao a tutti. Alcuni dei paesi colpiti avevano già realizzato le carte di microzonazione? I risultati concordano con i danni, stante la modesta qualità degli edifici esistenti? E l'edificio pubblico del 2012?
Mi fa pensare che al peggio nn c'è limite. Vince sempre chi lavora peggio, ovvero la moneta cattiva scaccia la buona. Grazie per una risposta, non ho modo di fare ricerche ora.
Ciao, qualcuno del Lazio sa se si è attivato il Corpo nazionale dei geologi? In questa Regione i Corsi (da Convenzione ONG e DPCN) erano a buon punto... Grazie per l'eventuale risposta! Donatella
Saranno interessanti da valutare i ragionamenti sulla risposta sismica locale in un'area montuosa con alture su roccia (verosimilmente) e piccole valli con coltre.
Microzonazione Ciao Luca, ciao a tutti. Alcuni dei paesi colpiti avevano già realizzato le carte di microzonazione? I risultati concordano con i danni, stante la modesta qualità degli edifici esistenti? E l'edificio pubblico del 2012?
Mi fa pensare che al peggio nn c'è limite. Vince sempre chi lavora peggio, ovvero la moneta cattiva scaccia la buona. Grazie per una risposta, non ho modo di fare ricerche ora.
Ciao Massimo e ben risentito, l'unica ricerca che ho fatto è quelal della carta geologca 1:50000 del CARG, che non è ancora stata pubblicata.
In primo posto alla ricerca sullo studio di microzonazione compare il sito di askanews, secondo il quale Amatrice non ha microzonazione, al contrario di Accumoli
Quote:
oma, 24 ago. (askanews) - Secondo una tabella pubblicata on line sul sito della Regione Lazio dall'Ufficio Geologico e Sismico Regionale, il Comune di Amatrice non risulta ad oggi dotato di uno studio validato sulla "Microzonazione Sismica di livello 1", il documento che ha l'obiettivo di razionalizzare la conoscenza sulle alterazioni che lo scuotimento sismico può subire in superficie, dando informazioni utili per il governo del territorio, per la progettazione, per la pianificazione per l'emergenza e per la ricostruzione post-sisma.
Secondo la Carta di Classificazione sismica, Amatrice sorge in una zona sismica di livello 1, la più pericolosa per il rischio di forti terremoti.
Lo studio è obbligatorio per legge per le aree a rischio sismico e fa parte di una serie di misure adottate in seguito al terremoto dell'Aquila del 2009. Come spiega la Protezione civile sul suo sito, gli studi di Microzonazione Sismica "sono di fondamentale importanza nella pianificazione al fine di orientare la scelta di aree per nuovi insediamenti; definire gli interventi ammissibili in una data area; programmare le indagini e i livelli di approfondimento; stabilire orientamenti e modalità di intervento nelle aree urbanizzate; definire priorità di intervento".
Il 16 settembre 2013 la Regione Lazio ha stanziato per il Comune di Amatrice 5.760 euro come acconto del 60% dei "Fondi vincolati dello Stato per studi di Livello 1 di Microzonazione Sismica", previsti dalla legge 77/2009 "Contributi agli investimenti alle amministrazioni locali".
Il Comune di Accumoli, invece, risulta aver validato il suo studio dal 27 febbraio 2013.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Piuttosto farei il confronto con Norcia dove non c'è stato alcun collasso e dove non è morto nessuno anche se alcune lesioni sono importanti e gli edicici inagibili. A Norcia però si è intervenuto dopo il sisma di Colfiorito del 97, a quanto pare.
Non so se può essere utile visto che la cartografia è ormai datata, la cartografia allegata tratta dalla carta geologica d'Italia al 100.000. L'abitato di amatrice poggia su depositi alluvionali terrazzati, sovrastanti un substrato litoide arenaceo-marnoso.
Ciao Luca, quoto dal tuo post sul thread non tecnico "La PGA maggior è stata registrata ad Arquata del tronto, 0.45 g, a 11 km dall'epicentro."
Ho provato a fare una simulazione per Arquata e l'accelerazione attesa risulta molto ma molto minore (il 30% di quella misurata), mentre sarebbe più vicina per Amatrice. Questo sempre per sismi generati dalla medesima fonte (Colfiorito).
Sarebbe interessante capire il motivo di tale grande differenza, anche perchè (almeno io) per la redazione delle modellazioni sismiche inserisco anche tali valutazioni, che in seguito ad eventi come questi potrebbero comportare gravi ricadute a livello di richiesta risarcimenti danni. Allego pdf dell'eleborazione (mi scuso se le coordinate non sono proprio esatte, ma ho fatto di fretta)
Per fare un esempio a seguito del sisma in emilia avendo fatto una back analisis di questo tipo da quel momento in poi ho sempre considerato il 90° percentile per la determinazione del terremoto di progetto riporto il link al thread http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=118132&page=12
Mmm.... quei valori sono l'ag al bedrock, è vero che sono passato varie volte vicino Arquata e ricordo bancate di roccia affiorante, bisognerebbe capire qual'è la stratigrafia sotto alla stazione di rilievo...
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Scorrendo le immagini del disastro di amatrice, si nota che uno dei pochi palazzi rimasti in piedi è un edificio rosso di almeno 5_piani, costruito negli anni 50 e decisamente molto piú alto rispetto a tutti gli altri al contorno. Si dice che sia rimasto in piedi per la qualità costruttiva che lo caratterizza. È possibile secondo voi ipotizzare come motivo del non crollo anche il minor scuotimento subito per via del periodo proprio di oscillazione sicuramente piú elevato rispetto agli edifici contigui piú bassi che magari sono andati in risonanza a frequenze piú elevate? Da notare che anche la torre civica del XIII° poco distante e di altezza comparabile a quella del manufatto in oggetto, è rimasta in piedi. Grazie.
"È possibile secondo voi ipotizzare come motivo del non crollo anche il minor scuotimento subito per via del periodo proprio di oscillazione sicuramente piú elevato rispetto agli edifici contigui piú bassi che magari sono andati in risonanza a frequenze piú elevate?"
secondo me è proprio andata così.
Simulazioni sui terremoti: noi assumiamo sempre che l'onda sismica attraversi pacchi di materiali differenti, però ognuno di essi è considerato isotropo, sappiamo comunque che dall'ipocentro all'epicentro Pressione e Temperatura diminuiscono. Nei corsi frequentati non ho mai sentito affrontare questi aspetti. Magari lo sviluppo dei gradienti presenta delle anomalie, circoscritte, che possono aiutare a capire la riattivazione di faglie.
L'edificio l'abbiamo visto in molti. Probabilmente li nel mezzo del centro storico sarà stato un pugno in un occhio ma oggi credo che sia stato pienamente rivalutato. Dalla visione sommaria delle foto satellitari sembra che i crolli abbiano coinvolto per gran parte gli edifici in pietra, quelli periferici sembrano in buone condizioni. Le foto da terra però sono tutte fatte nella zona dei crolli maggiori.
Sembra strano che la torre sia sopravvissuta, forse, anche se in pietra, era costruita meglio. O forse è proprio questione di risonanze. Ho avuto l'impressione che i muri delle case crollate non fossero molto spessi. Per dire, ho visto case dove il muro centrale e quelli perimetrali avevano uno spessore di un metro al piano terra. Quelli di Amatrice mi son sembrato più sottili.
Inquietanti le conclusioni del paragrafo 7 (pag 47). Il confronto con NTC08 non regge...o quantomeno le previsioni non collimano in modo accettabile con quanto avvenuto con il sisma. Che ne dite? Ciao Donatella
Grazie per gli articoli molto interessanti! In merito agli accelerogrammi ed al confronto di questi con quelli di normativa (di seguito in allegato-pg46 del report RELUIS) mi domandavo:
Per la stazione AMT sembra esserci una forte direttività con componente EW molto più ampia di quella NS. Questo credo che possa essere dovuto alla vicinanza dell’epicentro ovvero a fenomeni di RSL (oppure ad entrambi).
Sempre per la stazione AMT sono amplificate le alte frequenze questo, sempre che al centro di Amatrice si abbia la medesima risposta della stazione AMT, potrebbe giustificare una eventuale doppia risonanza degli edifici bassi (come indicato da geolbar) e quindi un loro maggior danneggiamento rispetto alle strutture più alte? (in merito per quanto osservato mi sembra comunque che le strutture più alte -es. campanili e chiese- siano costruite con materiale migliore es. blocchi di pietra squadrati e sfalsati e non tondi).
Come faceva notare Pasionaria credo che siano indicativi gli spettri PSA della stazione di Norcia NRC che ai bassi periodi hanno ampiamente sforato lo spettro di normativa Tr=2475 anni relativo alla categoria di sottosuolo di pertinenza della stazione. Analogamente lo spettro della stazione AMT della componente EW approssima lo spettro Tr=2475 anni ai bassi periodi. Ora se ci fossimo trovati ad operare con l’approccio semplificato per la definizione dell’azione sismica relativamente ad un’opera di classe d’uso II avremmo considerato per lo SLV un Tr=475 sottostimando ampiamente l’azione sismica ai bassi periodi che sono proprio quelli più pericolosi per i piccoli edifici. Molto probabilmente oggi operiamo con norme che includono coefficienti che abbattono eccessivamente (e per fortuna) la resistenza delle strutture compensando l’inadeguatezza dell’approccio semplificato per la definizione dell'azione sismica!
Un’altra domanda, qualcuno sa come hanno reagito le strutture progettate con le NTC08?
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
Forse alle stazioni (AMT e NRC) è stata assegnata una categoria di suolo sbagliata e gli spettri NTC08 risultano sottostimati!
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In allegato disaggregazione nodo griglia più vicino ad Accumoli (probabilità di eccedenza 10% in 50 anni) Per Tr=475 - distanza 0-20 km probabilità del 32% di eccedere la magnitudo dell'evento del 24 agosto!!! - distanza 0-10 km probabilità del 19% di eccedere la magnitudo dell'evento del 24 agosto!!!!!!!!!!!!!
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Nessuna denuncia di sottostima della pericolosità sismica solo un tentativo di leggere quanto disponibile: - la stazione AMT sembra indicare spettri con componenti orizzontali differenti (come se si avesse direzionalità, polarizzazione, direttività......non so!) - per le stazioni AMT e NRC si ha un massimo dello spettro PSA alle alte frequenze - per le stazioni AMT e NRC alle alte frequenze gli spettri NTC08 dell’approccio semplificato Tr=475 anni (SLV classe d'uso II) sottostimano l’accelerazione sismica (e questo potrebbe essere un grosso problema per la ricostruzione e più in generale per l’intero processo di progettazione; tra l’altro quando si eseguono studi di RSL capita di sforare lo spettro NTC08-approccio semplificato relativi allo SL considerato ed alla categoria di sottosuolo pertinente al sito oggetto di RSL, quindi in generale non è una sorpresa). - la pericolosità sismica dell’area include terremoti a M maggiore la cui probabilità di accadimento non è trascurabile!
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Facendo riferimento agli spettri delle stazioni AMT e NRC non comprendo completamente quanto detto dal Prof. Occhiuzzi al termine dell'intervista!
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Solo adesso riesco a leggere il rapporto RL. Una prima osservazione è che secondo i segnali, Norcia avrebbe subito un grado complessivo di distruttiva e intensità circa doppio rispetto a amatrice. Come Evidenziato da arias e Houser. C'è una doppia spiegazione possibile.
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Scusate ma scrivere dallo smartphone è atroce. 1 il moto è stato effettivamente più distruttivo a Norcia ma il patrimonio edilizio migliore. 2 la ubicazione delle due stazioni non coincide con i rispettivi centri storici per cui un analisi comparativa è impossibile.
Io propendo per l'ipotesi 2.
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Categoria di suolo. Avete capito le categorie sulle quali sono basate le analisi NTC-sisma reale? Io no. Oltre tutto la categoria delle stazioni non sempre riflette la reale categoria di suolo ex NTC.
Di nuovo io propendo per l'ipotesi di una analisi comparativa inaffidabile per adesso.
Ultima modifica di mccoy; 02/09/201607:35.
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Sulle dichiarazioni del presidente reluis: certo la spiegazione dei diversi periodi di risonanza è la più ovvia in apparenza ma anche troppo semplicistica in questo momento. In particolare non sono state fatte back analysis sugli edifici in pietrame e quello rosso + campanile. Prevale il fenomeno di risonanza, la tecnica costruttiva o entrambi contribuiscono? E in quale rispettiva misura?
Ultima modifica di mccoy; 02/09/201610:07.
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Sulle affermazioni di occhiuzzi e e i paragoni con NTC in generale. Assumendo che le categorie di suolo del paragone siano esatte.
1-Amatrice Abbiamo come detto una marcata anisotropic spettrale per cui bisogna sempre specificare se il paragone è fatto su una componente o sulla altra o su una composizione delle due. Inoltre va specificato il Tr sul quale si fanno paragoni. Ad esempio la componente meno intensa sottostimato le sollecitazioni in edifici strategici o rilevantia non in quelli ordinari. Le conclusioni poi vanno specificate per intervalli di frequenze ossia tipi e dimensioni delle strutture.
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Amatrice segue: In conclusione occhiuzzi può non aver torto. Le NTC al Tr=475yr hanno sottostimato il sisma ( risposta spettrale ) in una componente è lo hanno sovrastimato in un altra nel range di frequenza medio -alto. Ossia le NTC hanno mediamente accuratamente descritto il sisma nel citato range per il citato Tr. Senza un discorso completo di questo tipo l'ingegneria sismica diventa simile alla filosofia.
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2-Norcia Qui l'analisi è più semplice perché le componenti orizzontali coincidono. Alle alte frequenze le NTC praticamente sottostimano sempre il sisma reale mentre alle frequenze più basse possono anche sovrastimarlo (basse frequenze=edifici alti & alti Tr)
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Amatrice segue: Ossia le NTC hanno mediamente accuratamente descritto il sisma nel citato range per il citato Tr.
Non sarebbe più corretto far riferimento alla componente più gravosa (giusto per evitare di fare la fine del pollo di Trilussa!!) Se non ho sbagliato troppo l’ubicazione della stazione AMT, nel confronto tra spettri normativa e spettri registrazione AMT poteva essere considerata anche l’amplificazione topografica.
Considerando Componente E-W stazione AMT classe d’uso II SLV (Tr 475 anni) lo spettro registrato sfora sempre quello di normativa per qualsiasi categoria di sottosuolo si consideri
Considerando anche l’amplificazione topografica (verosimilmente applicabile al sito) per la categoria B lo spettro registrato sfora quello di normativa per qualunque categoria topografica per la categoria C lo spettro registrato non sfora quello di normativa solo se consideriamo la categoria topografica T4 per la categoria E lo spettro registrato non sfora quello di normativa solo se consideriamo la categoria topografica T4 (la categoria D è inverosimile per il sito.....probabilmente anche la C ed E)
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Ubicazione stazione AMT – Amatrice (distante circa 400 m dal capoluogo) La stazione dovrebbe trovarsi a circa 880 m s.l.m. in corrispondenza di una piccola dorsale morfologica allungata in direzione NNW-SSE, alta circa 30 m e con versanti ad inclinazione media variabile tra 45° (versante SW) e 20° (versante NE). L’anisotropia spettrale potrebbe essere dovuta al locale assetto topografico?
Il centro storico di Amatrice si sviluppa in corrispondenza di una dorsale morfologica allungata in direzione WNW-ESE con altezza variabile tra 60 e 80 m ed inclinazione dei versanti variabile tra 35° e 25°.
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Un altro aspetto da tenere in considerazione per i danneggiamenti di Amatrice è la continuità delle strutture. Se non erro il campanile era completamente libero di muoversi perché non appoggiato/attaccato a nessun'altra struttura. Nei casi di strutture attaccate il movimento di una può aver danneggiato la struttura adiacente e così via. (Un esempio di questo tipo di danneggiamento a domino si è avuto a Nocera Umbra - terremoto 1997)
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
Come già evidenziato da altri (per quanto si può dedurre dalla cartografia disponibile) Amatrice sorge su un lembo di alluvioni terrazzate ciottolose in sinistra idrografica del Tronto; al di sotto di queste il substrato è costituito dalla Formazione della Laga; lo spessore dei depositi continentali (nonché la sua costituzione) è quasi certamente variabile nell'area in cui insiste il centro storico; in alcuni punti il substrato potrebbe addirittura essere subaffiorante; in molti immagini dei crolli, si vedono ciottoli e massi fluviali utilizzati per le strutture murarie più vecchie, mentre in altri casi i blocchi sono squadrati e cavati (è il caso del campanile, mi sembra); la localizzazione della stazione AMT mi sembra meno conforme di NRC alla reale situazione geologica dei due centri storici (se non erro, ipotesi 2 di mccoy); mi sembra inoltre che la generalizzazione fatta dal prof. Occhiutti sia eccessiva, e penso che gli effetti di sito si dimostreranno determinanti ad una valutazione più attenta. Buona serata
Scusate, stanotte un altro 4.3 a Norcia intanto. Comunque io ho una domanda: perchè tanti asseriscono, in totale buona fede, che la loro casa o le scuole ad esempio, costruite negli anni '80 la prima e nel '72 le seconde, siano antisismiche? Io so che tutte le costruzioni fatto o ristrutturate ante 1996 sono da "incrociare le dita". Sbaglio? Quali riferimenti legislativi o di altro tipo potete darmi?
@AD70: Sì come avevamo discusso in altri threads la dorsale potrebbe vibrare con intensità e frequenze diverse secondo le direzioni e in questo caso il moto della stazione non sarebbe rappresentativo di quello sul terrazzo in paese. Basterebbe comunque rilevare i miceotremori nei due siti per avere un'idea delle eventuali differenze probabilmente qualcuno lo ha fatto di già.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Scusate, stanotte un altro 4.3 a Norcia intanto. Comunque io ho una domanda: perchè tanti asseriscono, in totale buona fede, che la loro casa o le scuole ad esempio, costruite negli anni '80 la prima e nel '72 le seconde, siano antisismiche? Io so che tutte le costruzioni fatto o ristrutturate ante 1996 sono da "incrociare le dita". Sbaglio? Quali riferimenti legislativi o di altro tipo potete darmi?
Michela, le date significative per la normativa sismica sono 1974, 1981, 1996, 2009, puoi consultare tutti i dettagli qui: ingegneria sismica
Il 1972 credo si riferisca alla L 1086/71, non specifica sulle sollecitazioni simcihe, però ma solo sugli edifici in c.a.
Purtroppo le asserzioni che citi non sono a priori verificate. Nel 1972 in particolare ancora non usciva la L 64/74. L'edificio se in c.a. certo seguiva criteri costruttivi più avanzati ( L 1086/71)per cui dava migliori garanzie anche in condizioni dinamiche, di terremoto.
Nel 1996 è uscito il DM sulle costruzioni in zona sismica, che costituisce un ulteriore miglioramento, ma dire che tutto ciò costruito prima non dà garanzie di protezioen è ancora generico.
In sostanza, dire che una costruzione è 'antisismica' è troppo generico. O al limite può essere un termine valido per descrivere strutture leggere in legno e in acciaio, o bunker in c.a.
Anche con la più recente normativa, secondo il metodo neodeterministico di determinazione del terremoto di progetto, in alcune zone di italia si sottostimerebbe brutalmente il sisma più intenso plausibile per cui anche costruendo con la più recente normativa gli edifici sarebbero in pericolo di collasso.
Si tratta di diverse correnti di pensiero.
Nella mia opinione, si può costruire in maniera davvero antisismica, ossia con minima probabilità di collasso ma è necessario uno studio specialistico approfondito e mirato e certo non basta la mera applicazione della vigente normativa.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
L'interpretazioen esatta dovrebbe essere data dagli esperti specifici dell'INGV.
Come commento generico si può dire che l'attivazione di faglie circostanti o rami più distanti dello stesso sistema sono dovuti spesso alla riconfigurazione del campo di sollecitazione crostale che avviene successivamente ad un sisma in un'area anceh relativamente ampia attorno all'epicentro.
Il sisma di Amatrice-Accumoli si inserisce molto bene nel modello del clustering spazio-temporale di Faenza et al., che asserisce fondamentalmente che i terremoti tendono a raggrupparsi non solo nello spazio ma anche nel tempo a causa di tali riconfigurazioni.
Questo sisma secondo il modello del CSP quindi sarebbe dovuto alla riconfigurazione, o resettaggio sismotettonico, del campo crostale di sollecitazioni dopo il sisma dell'Aquila del 2009.
L'implicazione non è per niente rassicurante per chi abita nell'Appennino marchigiano-abruzzese-laziale, ma in sismologia niente è sicuro, tutto è possibile e certamente niente è prevedibile con puntualità.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
L'implicazione non è per niente rassicurante per chi abita nell'Appennino marchigiano-abruzzese-laziale
Basta collegarsi al sito ISIDE ed osservare, episodi di picco come questi a parte, cosa fa, normalmente e giornalmente. Ci sono ogni giorno decine di scosse. Non si placa mai.
Vivere in una casa non certificata da un tecnico è una roulette russa. Lo stato dovrebbe intervenire se fosse "serio".
Questo è il primo passo culturale da compiere immediatamente, almeno per le strutture pubbliche (con una segnaletica obbligatoria, gigante ed inequivocabile, da apporre all'ingresso di ogni edificio).
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