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Da una relazione geologico-tecnica vorrei interpretare i seguenti dati :
Fattore di amplificazione sismico locale Fa = 1.18
Fattore di amplificazione sismico di picco Fa = 1.96
Periodo 0.92 s
Il terreno è di tipo C ed i parametri del terreno allo SLV sono Ss = 1.5 , St = 1.00.-
Io farei così: il valore del periodo mi serve per valutare la frequenza di risonanza del sito che quindi risulta f = 1/T = 1.09 Hz; tale valore va confrontato con la frequenza naturale del mio edificio che avendo 3 piani risulta = 10Hz/3 = 3.33 Hz, quindi essendo i due valori della frequenza molto diversi non ci sono rischi particolari.-
Al posto del fattore di amplificazione stratigrafica Ss = 1.5 impiegherei l'Fa di picco pari a 1.96, mentre dell'Fa locale pari a 1,18 non saprei come impiegarlo.- Concordate? Come si sarà capito non sono un geologo ma un ingegnere.- Grazie in anticipo per le Vostre risposte.-
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Provo! Non ho capito se i Fa sono relativi ad uno studio di RSL oppure ad un approccio semplificato. In letteratura esistono diversi Fa ciascuno riferito a frequenze (periodi) differenti in relazione a ciò che si intende analizzare. Nel caso della progettazione ciò che assume un significato tangibile della pericolosità incidente sulla struttura è il Fa relativo alla/e frequenza/e propria/e della struttura stessa. Se Fa di picco è relativo a periodi differenti da quelli che caratterizzano la tua struttura non ha senso utilizzarlo al contrario potrebbe averne l’utilizzo di Fa locale. Comunque ritengo che il tuo software possa lavorare autonomamente sullo spettro di output di uno studio di RSL oppure su uno spettro opportunamente adattato a questo (naturalmente è in grado di lavorare anche sulle forme spettrali derivate dall'approccio semplificato), lascerei quindi da parte i Fa e quindi i rapporti spettro input-spettro output.
Per quanto riguarda il confronto tra le frequenze terreno-struttura personalmente preferirei l'approccio sperimentale (i costi delle misure in campo non sono così elevati); il terreno e l’edificio possono avere più frequenze caratteristiche e confrontare solo una frequenza terreno-struttura potrebbe essere pericolosamente fuorviante. Quindi misure HV con tecnica HVSR per il terreno (a mio avviso indispensabili sempre e comunque), analisi modale (parziale e non completa) con tecnica SSR per la struttura (se la struttura non esiste ancora le frequenze si valutano a tavolino ed eventualmente si verificano in fase di collaudo) e solo successivamente si confronta quanto ottenuto. Naturalmente questo è vero alle bassissime deformazioni e serve per avere un riscontro sul possibile accoppiamento tra i modi di vibrazione terreno-struttura (naturalmente si deve anche considerare che in caso di danneggiamento le frequenze della struttura tendono a diminuire).
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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L'unica risposta sensata te la può dare chi ha scritto la relazione. Solo un consiglio: i fattori di amplificazione sono roba da microzonazione sismica, NON sono fatti per la progettazione!
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ugovaleria, dato che citi il documento della protezione civile, questo è esclusivamente valido ai fini della microzonazioen sismica, come dice Carlo Caleffi, e non ha alcun valore ai fini della nanozonazione richiesta dalle normativa. L'integrale va da T=0.5 a T= 1.5 secondi, comprendendo i periodi di maggiore interesse ingegneristico. Ma si tratta di un integrale, ossia una media che non ha niente a che fare con lo spettro di risposta specifico del sito e della strategia di progetto. Nel libro 'manuale di risposta sismica locale' della EPC l'ultimo paragrafo (6.4) è dedicato proprio a questo argomento. Ti quoto uno stralcio delle conclusioni del capitolo. Le dimostrazioni dettagliate sono contenute nel citato paragrafo. La procedura applicata è evidentemente finalizzata ad ottenere non uno spettro che si adatti fedelmente allo spettro ottenuto dalle modellazioni di RSL, bensì uno spettro medio, che normalizzi, appunto, l’andamento irregolare della modellazione. In sintesi, appare evidente che il metodo può essere ben applicato in studi di microzonazione sismica, ed infatti deriva dai citati ‘Indirizzi’, ma non appare perfettamente utilizzabile per applicazioni progettuali, anche a causa della possibile significativa sottostima dei picchi di risposta spettrale esibiti dall’output della RSL. .
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Grazie Mccoy per i tuoi chiarimenti.- Allora diciamo che i dati che ho citato nella prima discussione sono di una nanozonazione perchè effettuati sul sito del mio fabbricato, più esattamente 100 m più in là , ma direi che può essere considerata appunto una nanozonazione.- Ho chiesto alcune indicazioni al geologo, però in attesa della risposta, avevo l'esigenza di cercare di capire la differenza tra: Fa = 1.18 fattore di amplificazione sismico locale e Fa = 1.96 fattore di di amplificazione sismico di picco
in quanto in letteratura questa seconda dizione , cioè "di picco" non l'ho proprio trovata.- Grazie
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Ugovaleria, a questo punto attendiamo i chiarimenti poichè non è chiaro a cosa si riferiscano quegli FA.
In ogni caso secondo al normativa italiana sono possibili 2 metodi:
1- metodo semplificato: tutti i fattori di amplificazione sono dettati dallal normativa
2- Risposta sismica locale: il fattore di amplificazione si ricava da un'analisi numerica e può essere riferito alla funzione di amplificazione o di trasferimento, oppure allo spettro di risposta. Nel primo caso non serve direttamente per la progettazione, nel secondo caso è superfluo, poichè l'analisi di RSL fornisce direttamente lo spettro di risposta amplificato, che contiene intrinsecamente tutte le risposte spettrali di input per ogni singolo periodo dell'oscillatore semplice=edificio ideale.
A titolo di curiosità FA può essere inteso come lo 'spectral ratio' nei dati di output di Strata, ossia l'amplificazione spettrale in superficie rispetto allo spettro al bedrock.
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