Probabilmente la domanda è posta male, avete ragione. E per evitare che anche altri ne abbiano a male, chiarisco il fine benevolo del mio intervento. E spero che ciò serva a far riflettere su quanto siano distanti le professioni del geologo e dello strutturista, e quanto invece dovrebbero avvicinarsi, occupandosi entrambi dello stesso edificio.

Le NTC 2008 prevedono che la massima forma di controllo, e la più completa, sia quella del collaudo statico. Con tale atto, un professionista "terzo" deve garantire al committente e alla società che il fabbricato è sicuro, ai sensi delle norme vigenti. Chi consente l'utilizzo delle costruzioni senza il collaudo è passibile addirittura di arresto.

Il capitolo 9 delle NTC definisce esattamente cosa deve controllare il collaudatore. Non c'è traccia però del controllo della relazione geologica. Anche perché lo strutturista non ha le competenze per esaminare il contenuto della geologica e scovare EVENTUALI ERRORI. Pertanto, se io sono il collaudatore di questa tettoia metallica, come posso dire che la costruzione è convenzionalmente sicura ai sensi delle NTC, se non posso valutare eventuali ERRORI del geologo, e addirittura come nel mio caso, non riesco a capirne la portata massima, le conseguenze limite, il danno massimo che un errore del geologo potrebbe comportare sul fabbricato?

Se, ad esempio, il massimo errore fosse quello di aver sottovalutato l'amplificazione sismica, io come collaudatore posso stimare il doppio di questa amplificazione litologica (Ss=1,8×2) e probabilmente accettare ancora la bontà della costruzione, perché le verifiche delle colonne e quelle delle fondazioni sono comunque soddisfatte, avendo indici di verifica sempre maggiori di 2 (e questo dipende dal fatto che la dimensione delle colonne in acciaio è dettata dalle verifiche di "snellezza" massima che possono avere, lamba <200, e dalle verifiche per vento o per neve). Se il geologo ha sbagliato l'analisi del fenomeno della liquefazione potrei supporre altre soluzioni che mi consentono di collaudare comunque la tettoia, magari soltanto ai fini delle verifiche di salvaguardia della vita (SLV), ipotizzando che i cedimenti che seguono alla liquefazione non consentono cmq alla tettoia di cadere, in quanto struttura iperstatica, e scarica (perché in combinazione sismica la neve non è mai presente e il vento neppure, per legge)...

Dovremmo capirci di più, secondo me, superando le irritazioni reciproche.