Originariamente inviato da: enterprise_ing
Da ingegnere, pongo una domanda che suonerà strana ai più: devo progettare una tettoia a struttura leggera (in acciaio) con superficie molto estesa, per ricovero bestiame.

Siamo in aperta campagna e so per certo che il terreno è di tipo scadente ai fini della capacità portante.

Dal punto di vista sismico adotterò di certo un sottosuolo D, con amplificazione Ss=1,8 perché l'azione sismica è trascurabile rispetto agli effetti del vento e della neve.

Per quanto riguarda i soli aspetti di pericolosità sismica, cosa può sbagliare il geologo? Quali potrebbero essere, cioè, le conseguenze di un suo errore grossolano? Mi viene in mente soltanto un'errata stima del fenomeno della liquefazione. C'è altro?

buongiorno Ingegnere,
tralasciando le altre pericolosità geologiche già evidenziate dai colleghi mi permetto di consigliarle, nella sua qualità di Progettista o di Collaudatore, di controllare con attenzione che la valutazione dei due principali aspetti legati ad un evento sismico (accelerazione e liquefazione) siano stati solo correttamente valutati dal Professionista incaricato.
Per "correttamente valutati" intendo dire che siano frutto di indagini e studi che dovrebbero essere alla base di una consulenza professionale che possa chiamarsi tale. Mi riferisco quindi a indagini geofisiche, misurazioni del livello statico dell'eventuale falda ed analisi dei fattori predisponenti al fenomeno di liquefazione (in primis analisi granulometrica, sismicità di sito etc.).
Se questi argomenti sono trattati in modo esauriente (e con testimoniale del lavoro svolto, tabulati di calcolo, certificati di laboratorio o delle prove in sito) penso che tutto dovrebbe andare liscio e nessuno dei Professionisti coinvolti nella "filiera" della progettazione correrà alcun rischio.
Se si dovesse trovare di fronte a relazioni basate sulle chiacchiere e con troppe forme dubitative cerchi di approfondire gli argomenti che la lasciano perplesso, salvaguardando la sua figura ed anche quella dei suoi colleghi coinvolti nel lavoro.
In ultimo, se il suo lavoro è esteso planimetricamente, si accerti che le considerazioni fatte possano essere estese a tutta l'area d'intervento.