Intanto ringrazio.
La cosa più importante, tolti gli aspetti che io stesso ho scartato perché rientrano nelle mie competenze e capacità, sembra essere l'effetto del fenomeno di liquefazione.
Scarto infatti anche l'aspetto idrogeologico, perché non rientra in quelli sismici (oltre che non rientrare come già stato scritto nemmeno nel collaudo); scarto, perché non lo capisco il termine troppo generico (vago) "geomorfologico": se qui rientra l'amplificazione sismica di tipo toppgrafico, essa è esclusa perché sono in pianura; se qui rientra quella stratigrafica, essa è esclusa a meno che possa essere più che doppia rispetto al sottosuolo D (1,8×2=3,6) (qualcuno sa se potrebbe mai esserlo? La categ. D è la peggiore col metodo semplificato, con la risposta locale qualcuno ha mai ottsnuto valori molto diversi?); scarto il "versante instabile" aggettante, perché mi sembra di capire che la parola versante si riferisca a qualcosa in pendenza; scarto il fatto che la relazione geologica debba essere "buona", perché a priori non ho le competenze per capirlo.
(Per valutare la "buona" relazione geologica accetto il suggerimento di controllare la quantità di argomentazioni, indagini e approfondimenti, ma non sono sicuro che ciò sia sufficiente: se non conosco le modalità per individuare il fuso granulometrico entro il quale ad esempio la liquefazione è possibile, il geologo potrebbe argomentare fin che vuole, ed io non capirei comunque).
Tornando quindi al fenomeno della liquefazione, sappiamo che la verifica non è obbligatoria per legge, ma soltanto se ne è possibile la sua esclusione diretta attraverso il riconoscimento di almeno 1 dei fattori di esclusione.
Io la verifica analitica non la so fare, e per quanto riguarda i fattori di esclusione, gli unici 2 che riesco a governare sono la magnitudo attesa e l'accelerazione in superficie attesa. Ma credo che, anche se studiassi le formule analitiche, finirei per applicarle a partire dai dati contenuti nella geologica... e quindi sono punto e a capo, perché io della geologica non posso fidarmi se il mio ruolo è quello del controllore/collaudatore.
Non mi resta che capire quanto può valere la "severità" del fenomeno... Ma mi sembra di aver capito che non è possibile stabilirlo con facilità (è in grado di far sprofondare anche una struttura molto leggera? E di quanto?).
Non resta quindi che la soluzione di chiedere a un geologo (terzo) di "controllare" la relazione geologica fatta dal suo collega! E questo vale per una semplice tettoia in aperta campagna... Perciò, figuriamoci per un'abitazione. Sbaglio qualcosa?
Grazie
Ultima modifica di enterprise_ing; 19/12/2016 23:25.