... se non conosco le modalità per individuare il fuso granulometrico entro il quale ad esempio la liquefazione è possibile, il geologo potrebbe argomentare fin che vuole, ed io non capirei comunque).
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Non mi resta che capire quanto può valere la "severità" del fenomeno... Ma mi sembra di aver capito che non è possibile stabilirlo con facilità (è in grado di far sprofondare anche una struttura molto leggera? E di quanto?).
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Buongiorno,
per il fuso il riferimento è contenuto nel DM 2008: conviene far riportare il fuso granulometrico ricavato in laboratorio dal campione prelevato in situ su un diagramma che contiene anche quelli suggeriti dal DM 2008. Il confronto è facile e penso sarà in grado di capire se le conclusioni a cui arriva il geologo sono corrette o meno.
Per quanto riguarda la severità del fenomeno entriamo in un campo assai complesso perchè se da un lato il fenomeno della liquefazione non è così frequente (almeno nella stragrande parte d'Italia, fatte le eccezioni per il terremoto dell'Emilia in cui è risaltato alla cronaca)da un altro si apre un aspetto assai più complesso relativo alla valutazione della deformazione attesa in caso si possa appurare che detto fenomeno possa verificarsi.
La deformazione attesa dipende essenzialmente da tre principali fattori:
1) granulometria e stato di addensamento originale del materiale;
2) intensità e durata del sisma;
3) spessore del banco sottoposto a liquefazione.
Personalmente non ho mai dovuto procedere ad un calcolo del genere (ed ora non saprei come farlo) ... ma mi sembra eccessivo fasciarsi la testa prima di rompersela.
Nel caso abbia questa esigenza potrà aprire un topic al riguardo sperando che qualcuno sia in grado di aiutarla.