Ciò di cui parli viene studiato dai risultati di sismica in riflessione. Con la rifrazione si può sia in fase di acquisizione che di elaborazione. Su una base sismica puoi acquisire possibilmente in contemporanea, oppure in successione se hai pochi canali (per ogni shot) sia P, sia SH, sia SV. Inoltre poiché i parametri si ottengono da equazioni di correlazione è bene acquisire anche onde di Love e Rayleigh (ebbene si). Il fine è quello di ricostruire una full-wavelet per ogni shot (non per più shot della stessa stesa), anche solo numerica per determinare i parametri elasto-dinamici. Si possono avere anche i coefficienti di qualità, di trasmissione e riflessione, le impedenze, le attenuazioni spaziali etc.
Poi tramite Rayfract o altri programmi di elaborazione vanno fatti i gridding dei valori della full-wavelet. Successivamente si dovrebbe manipolare ciascun punto del grid inserendo l'equazione corrispondente per ottenere E0, Gmax Vp/Vs K Young etc. Con Seismic Unix è possibile farlo! L'operazione è lunga. Certamente è più semplice avere i parametri sulla colonna 1D identificando i valori di velocità min-max dei sismostrati ottenuti ed applicando le equazioni di correlazione. I parametri ottenuti in questo modo su una stesa di 115 m ad esempio possono essere considerati caratteristici del volume indagato in 115m. Invece se fai basi sismiche di 500-1000 m la mappatura in 2D di questi parametri ha una maggiore importanza e senso anche per esigenze progettuali spinte!

Ultima modifica di algol; 21/12/2016 18:51.