Da ingegnere, pongo una domanda che suonerà strana ai più: devo progettare una tettoia a struttura leggera (in acciaio) con superficie molto estesa, per ricovero bestiame.
Siamo in aperta campagna e so per certo che il terreno è di tipo scadente ai fini della capacità portante.
Dal punto di vista sismico adotterò di certo un sottosuolo D, con amplificazione Ss=1,8 perché l'azione sismica è trascurabile rispetto agli effetti del vento e della neve.
Per quanto riguarda i soli aspetti di pericolosità sismica, cosa può sbagliare il geologo? Quali potrebbero essere, cioè, le conseguenze di un suo errore grossolano? Mi viene in mente soltanto un'errata stima del fenomeno della liquefazione. C'è altro?
Io sarò un po' la voce fuori dal coro, in quanto credo di aver individuato (forse perchè sono un inguaribile ottimista) un elemento notevole di "umiltà" da parte tua e che potrebbe essere invece elemento di spunto positivo per la categoria dei geologi. Ossia visto che il collaudatore è di solito ingegnere o altro tecnico con competenze non geologiche, è in effetti e in sostanza mancante nel collaudo una competente valutazione di qualsivoglia correttezza nelle valutazioni e scelte geologiche. La tua quindi potrebbe essere una richiesta che potrebbe costituire spunto per parlare della figura del geologo anche nel team di collaudo.
Mi sbaglio ad interpretarla così?
Se così fosse ho fatto bene a non infastidirmi affatto dalla tua richiesta.