Sento il dovere di ricordare un professore scomparso di recente, Gianmaria Iaccarino, titolare del corso di Geologia Applicata all'Università di Napoli.
Noto la partecipazione di molti colleghi campani nel geoforum, che certamente ricorderanno la figura un pò bizzarra ma sicuramente autorevole, didatticamente ineccepibile del prof. Iaccarino.
Seguii il suo corso nel lontano 1988 e, devo dire, se iniziai subito ad affrontare la professione con una certa dimestichezza lo devo proprio ai suoi insegnamenti, alla capacità di trasmettere il vero significato della figura del geologo nel difficile mondo della progettazione, spesso pervaso da tecnici "di effetto" o colletti bianchi attaccati a numeri e calcolatori elettronici.
Grande spirito di osservazione, anche dei particolari che il territorio spesso ci nasconde, faceva sempre seguire all'attività di campagna la riflessione ed il ragionamento sulle carte; mi rimase impressa la "differenza" che egli poneva tra il geologo e l'ingegnere: il geologo è colui che sul terreno ci va di persona, che i problemi li risolve in campagna; egli ha già concluso buona parte del lavoro sul posto grazie a 2 qualità che nessun ingegnere avrà mai: l'osservazione ed il ragionamento.
Ebbene, penso (e mi accorgo) che tali qualità, una volta espresse, risultano le vere risorse che spesso richiamano l'attenzione (ed il plauso) degli addetti ai lavori nei confronti della nostra categoria.
Per finire, mi si perdoni l'inconsueto intervento, ma credo che molti di noi non dimenticheranno un docente che è stato in grado di trasmettere tali lodevoli capacità.
Un saluto a tutti


Il vero viaggio di scoperta non è il cercare nuove terre ma è l'avere nuovi occhi.....(Marcel Proust)