Di questo argomento avevamo lungamente discusso anche qui.
Personalmente credo che il lavoro intellettuale sia difficilmente certificabile, a meno di limitarsi ad analizzare l'allineamento di una Relazione ai criteri fissati nelle Linee guida.
All'epoca sembrava la soluzione ai problemi legati all'impresentabilita' di alcune Relazioni.
Nell'articolo che hai postato si invoca questo come uno strumento per valorizzare la professione, piuttosto che l'attività di impresa.
Teoricamente (e con la precisazione sopra) potrebbe funzionare, ma rimane il dubbio sulle capacità di coloro che dovranno giudicare la mia Relazione: in Veneto, il ridotto afflusso alle "urne" per l'elezione del Consiglio ordinistico e una lista sola, hanno fatto eleggere anche colleghi con soli 11 voti.
Intendo dire, far parte di un Ordine certificatore non garantisce lo spessore di chi certifichera'.
Ultima modifica di pasionaria; 13/01/2017 21:10. Motivo: una piccola aggiunta