Un elemento da considerare sempre, nel caso di teorie del genere è il rapporto fra le previsioni "azzeccate" - dato facilmente reperibile, perché col senno di poi, finisce sui giornali - e tutte quelle che non si sono verificate, e quindi non risultano da nessuna parte.
Anche si trattasse di "vera previsione", comunque, non sarebbe facile "agire": cosa fai, evacui un tratto dell'appennino per x giorni, in attesa che si verifichi una scossa? e se non si verifica, quando decidi che è ora di rientrare a casa, falso allarme?
E se anche arrivassimo a trovare la formula che ci consente di annunciare: "fra due giorni tre ore e ventuno minuti ci sarà un terremoto, venti, diciannove....", quale sarebbe lo scenario? Ti immagini il panico e il casino che si creerebbe? Quanti morti nell'esodo?
Insomma, comunque giri la frittata, serve PREVENIRE, mettiamoci il cuore in pace.
Prevenire costruendo o ricostruendo in maniera idonea, ad esempio, cosa che non sempre si fa. E prevenire evitando di costruire in zone comunque a rischio, tipo allo sbocco di canaloni...
E prevenire predisponendo piani di evacuazione della popolazione, educando alla consapevolezza che in certi territori da un momento all'altro si può dover abbandonare tutto.
Insomma, senza una solida rete alle spalle, qualsiasi previsione darebbe solo la mesta soddisfazione di poter dire "noi scienziati lo sapevamo". Troppo poco.