La proposta era stata presentata alla ns. vecchia conoscenza e ministro delle finanze del periodo Visco che, scusate il termine, non la "cagò".
Era voluta dal CUP, come ho già detto, per avere la garanzia che il professionista venisse pagato, ma anche per poter dare la possibilità agli ordini ed ai collegi (la proposta era fortemente voluta dai vertici dei geometri) di controllare eventuali stariffamenti non solo con il pubblico, ma anche con i privati ed era collegata alla richiesta di taratura obbligatoria di tutte le parcelle.
In questo modo anche il ministero delle finanze poteva avere una banca dati per poter beccare chi faceva il furbo.
La cosa non andò avanti, forse anche perché proprio in quel periodo l'allora primo ministro D'Alema tuonò in parlamento contro i professionisti e contro gli ordini affermando che eravamo una lobby dove solo i figli o parenti di professionisti potevano accedere al mondo del lavoro. Quindi ritengo che D'Alema, spalleggiato dall'allora presidente dell'Autorità sulla concorrenza (o come diavolo si chiama) Giuliano Amato e dal suo ministro Bersani (rieccolo) pensasse che di li a breve gli ordini sarebbero spariti e quindi non valeva la pena perdere tempo.
Giuliano Antonielli