Non credo che rivoluzionerà lo studio dei terremoti.

Il dato assodato, che influenza i terremoti e che è quello che si può misurare, è che la crosta terrestre è organizzata in placche e che queste si muovono. Sul movimento non ci sono dubbi. Altro dato assodato è che la stragrande maggioranza dei terremoti sono associati a movimenti di faglia, cioè la sorgente ha pressappoco la forma di due superfici pressoché piane e finite che si muovono tra loro. Alcuni terremoti molto profondi pare non abbiano questa origine ma si tratta di particolarità.

Quello che invece può essere oggetto di discussione è il meccanismo o i meccanismi che muovono le placche.
Il più conosciuto e di successo è quello delle correnti convettive nel mantello ma ne sono stati proposti anche altri. L'attuale presidente dell'INGV Doglioni da anni ha proposto un possibile meccanismo che coinvolge le maree terrestri. In ogni ciclo di marea le particelle delle rocce compiono una traiettoria ellittica ma alla fine del ciclo non sono al punto di partenza ma un pochino più in la.

L'articolo che hai linkato riguarda il meccanismo che fa muovere le placche, aggiunge un altro tassello nella ricerca ma non influenza l'origine dei terremoti. Almeno credo.