Per la prima volta, assistiamo ad uno scontro di vedute. C'è chi dice come me, per quel poco che ho capito dai media e dalle immagini, che non era prevedibile. Opinione OdGToscana MT Fagioli ...Secondo Francesco Peduto, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, l'hotel Rigopiano non è costruito su una zona a rischio frana (ma qui la pericolosità è da valanga).
Noto che da una parte ci sono professionisti e dall'altra cattedrattici o persone interessate a cartografare a grande scala.
Mi incuriosisce il fatto che il giornalista di repubblica scriva "Il canalone di Rigopiano presentava tracce di valanghe? "Sì, c'è un'ampia nicchia di distacco a monte e Rigopiano è lì sotto, la zona di scorrimento è evidente. Ma spessori di neve di quelle dimensioni sono piuttosto rari in quel territorio e la carta questo non lo riporta""
Primo se ci fossero dei chiari segni, non saremmo più nel caso di valanga con tempo di ritorno secolare, ma annuale. Ma poi cos'è la nicchia di distacco di valanga, vista su un prato? O costui ha avuto a disposizione foto del manto nevoso post valanghe?
Ridicolo poi chi dice li non si sarebbe dovuto costruire, fingendo di ignorare che sul sito un rifugio per alpinisti era presente da lungo tempo.... MI piacerebbe potermi tenere al corrente su come si dipanerà la materia processuale, in quanto è un esempio tipico delle responsabilità del geologo.
Ultima modifica di massimo trossero; 26/01/201712:15. Motivo: correzioni sintattiche
In allegato confronto tra foto aeree (google earth) 2013-2015 del versante opposto a quello interessato dalla valanga.
Ho ingrandito e confrontato solo una parte (anche altre zone del versante presentano fenomeni analoghi) ed è emersa una riduzione delle zone con alberi in posizione vitale e la presenza di tronchi disposti parallelamente all'inclinazione del versante, questi occupano in parte anche le zone pianeggiati sottostanti dove risultano disposti in tutte le direzioni. Quanto esposto è possibile legarlo all'azione di valanghe?
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
A maggior ragione si evidenzia che era impossibile prevedere valanghe, dal versante opposto ad ove è scesa questa, mortale. Per via di un bosco di alto fusto, dalle foto. Poi ditemi voi se sbaglio interpretazione.
Siamo al punto di partenza. Niente ci avrebbe detto che di li sarebbe scesa con probabilità.
Diciamo anche che nelle carte pubblicate dai giornali questa valanga abituale non c'è....
Ultima modifica di massimo trossero; 26/01/201715:07.
Però qualche dubbio mi viene! Spero di non far confusione!
Facendo riferimento alle quote fornite da google earth:
A) Versante valanga Rigopiano - Bacino di alimentazione ampio con forma ad imbuto Vetta circa 1920 m slm – inizio bosco 1560 m slm – valle 1125 m slm A1 Dislivello vetta-valle 795 m B1 Dislivello vetta - inizio bosco 360 m (zona libera da ostacoli) C1 Dislivello inizio bosco – valle 435 m
B) Versante opposto - Bacini di alimentazione praticamente inesistenti o leggermente accennati Vetta 1830 m slm – inizio bosco 1675 m slm – valle 1500 m slm A2 Dislivello vetta-valle 330 m B2 Dislivello vetta - inizio bosco 155 m (zona libera da ostacoli) C2 Dislivello inizio bosco – valle 175 m
Non conosco le dinamiche delle valanghe ma credo che in modo molto superficiale si possa ravvisare una certa similitudine nei rapporti tra i dislivelli indicati sopra (una sorta di rapporto 1 a 2,5; A1/A2=2.4; B1/B2=2.3; C1/C2=2.5. Come dire, a parità di volumi, la valanga A possiede 2.4 volte l’energia potenziale della valanga B ed un dislivello libero da ostacoli 2.3 volte maggiore rispetto a quello della valanga B e supera zone occupate da bosco con dislivello di 2.5 volte rispetto a quelle superate dalla valanga B). Si deve anche considerare che la valanga di Rigopiano ha avuto un bacino di alimentazione ampio e con forma ad imbuto.
Non credo poi che la semplice differenza di esposizione possa fare la differenza tra una eventuale pericolosità da valanga. Non so se può essere vero anche un effetto a catena dell’azione dello sradicamento ed abbattimento di alberi da parte della valanga. Gli alberi sicuramente tendono a rallentare la velocità della massa nevosa, ma è possibile che una volta inglobati nel corpo in movimento gli forniscano ulteriore energia?
Una modellazione (di tutti i versanti dell’area vasta interessata nel passato da valanghe) con scenari di accumulo neve e modalità di accumulo neve differenti avrebbe garantito la sufficiente conoscenza del sito......forse sarebbe bastato veramente poco ad evitare la tragedia! (O almeno avremmo avuto la certezza di aver fatto almeno qualcosa per evitarla).
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
Purtroppo l esposizione del versante conta, e conta ancor di più lo stato del bosco. Basti pensare che i fermaneve spesso sono boschi artificiali. Qui non é chiaro a me se sui versanti si siano accmulati 4m o 1m e se il bosco sia di alto fusto e senza canalone aperto?
AD70 più importante dei dati da te riportati è sapere da dove ha soffiato il vento, e per quanto, e con che forza, poichè nella maggior parte dei casi le valanghe si staccano da placche ventate. Il vento rompe i cristalli di neve, tende a renderli sferici, e quindi la neve accumulata ha poca coesione. Ma chi sa come soffia il vento? Bisognerebbe stare li durante l'evento e guardare. Ma ancora non sarebbe sufficiente. Faccio scialpinismo da 40 anni e per 30 sono stato istruttore. Esperto direte voi. No, buon conoscitore. Faccio notare che il 99% dei morti da valanga erano scialpinisti esperti o molto esperti. Ergo, non esiste un superesperto di valanghe. Sfido chiunque, dico chiunque, a ribattere. Quindi hai un bel modellare o far scenari. L'ho già fatto capire. Chi si sente in dovere (prima e non dopo i disastri) si prenda la benedetta responsabilità di rivedere le carte delle valanghe e di chiudere strutture, impianti, evacuare borghi. E morta la! Dopo sono capaci tutti a parlare. Mia nonna mi diceva: però ogni tanto l'uomo deve farsene una ragione! Delle cose intendo, degli accadimenti.
Ho letto uno degli articoli linkati, pro-previsione, ma si parla di 'percorso abituale valanghivo', il che non ha alcun riscontro con lo stato della vegetazione. Quell'abituale è fuori posto, l'aggettivo giusto è 'potenziale'.
Si parla di vegetazione meno fitta e più giovane nel canalone ma, di nuovo, nelle immagini a disposizione non ce ne è evidenza.
le tipiche strie valanghive con fusti di albero abbattuti, alcuni esempi dei quali sono stati postati da AD70, non sono assolutamente visibili nel canalone a monte dell'albergo.
Inoltre: ma voi come definite una 'conoide attiva'?
Se fosse stata davvero attiva, il resort sarebbe stato sommerso da detriti ogni anno, con necessità di regolare attività di movimentazione terra. Inoltre, ho i miei dubbi che possano crescere alberi di alto fusto su conoidi attive, dove fenomeni di trasporto di massa, per definizione, avvengono regolarmente, con cadenza di pochi mesi o per lo più annuale. Posterò fra poco un esempio di conoide attiva presente nel territorio abruzzese, e la differenza è abissale.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Questa invece è un'immagine del 2013 dello sbocco del canalone. Ho evidenziato il resort con penna rossa. Non c'è alcuna traccia di materiale di accumulo, come presente nlla conoide, indubbiamente attiva, di Anversa degli Abruzzi.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)