Questo è quanto riferisce il colonnello dei carabinieri, e in effetti il dato sarebbe compatibile con la data del 1936, considerando un plausibile errore del 10% circa sulla determinazione dell'età (o sulla determinazione della frana, ancora non sono stati pubblicati documenti).
A questo punto, ci dovremmo chiedere: come è possibile che sia stato costruito un rifugio di montagna (l'ex rifugio Tito Acerbo è il nucleo del futuro resort), quindi da montanari, ossia persone esperte dei luoghi, nello stesso punto che pochi decenni prima, quindi a memoria ancora fresca, era stato devastato da una valanga simile a quella odierna?
Un'altra considerazione sarebbe che a questo punto la normativa dovrebbe specificare che l'analisi del rischio va effettuata su base di worst scenario, eliminando dall'edificabilità (e da relativi ampliamenti ecc.) molti luoghi attualmente edificati, compreso interi paesi, che dovrebbero essere per coerenza evacuati).
Lo stesso vale per i terremoti. Questo concetto, quello dei valori estremi che deve governare le considerazioni progettuali, è quello sul quale insiste Paolo Rugarli in relazione agli eventi sismici.