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Credo che ad oggi l'identificazione di queste pericolosità dovrebbe trovare una soluzione non nei semplici professionisti, ma in strutture pubbliche che fanno sopralluoghi, fotointerpretazione, modellazione, redigono carte e le aggiornano regolarmente e rendono di facile consultazione sia la cartografia che i dati di analisi.


...avessero i soldi, le strutture pubbliche...


ce l'hanno ce l'hanno ...... cool .... il problema è che se passa sempre la linea dell'imprevedibile, dell'evento eccezionale e dell'elogio continuo alla gestione dell'emergenza anche il politico/burocrate di turno si sente autorizzato a spendere per altro. (scusate lo sfogo OT)



tutte e due le cose.

In molti casi, i soldi non ci sono per puntuali verifiche sul terreno, eseguite da funzionari super partes, cioè che agiscono direttamente e per conto dell'ente di governo.

In molti, non ci sono per pagarsi studi specialistici fatti da professionisti qualificati, per cui molte volte c'è la corsa al ribasso, e i Comuni si accontentano/pretendono studi e relazioni a basso costo, magari fatte "in batteria" affidandole a tirocinanti per la parte di analisi, oppure affidate direttamente a professionisti poco esperti di quelle zone ma che appunto fanno l'offerta migliore.

In molti casi si pone tutta la fiducia nell'analisi dei documenti fotografici già acquisiti in archivio, anziché fare sopralluoghi.

Questo per i costi.

L'altro punto, per cui continuo a starnazzare in questi giorni, è che se, come sempre, passiamo il fatto che "eera imprevedibile", tutti continueranno a sentirsi le spalle parate, forti del fatto che le catastrofi della "natura matrigna" sono inevitabili.

Iniziamo a percorrere tutto l'iter di verifica, e se poi non ci sono colpe, negligenze o omissioni, tanto meglio. Servirà comunque a far capire che, se qualcosa va storto per colpa o per dolo, non si sfugge al setaccio, come troppo spesso si pensa.
E magari,si rafforzerà anche l'idea nei politici che occorre investire sulla prevenzione, scavalcando qualsiasi interesse.