Sì, certo, intendevo proprio questo: la produzione di quel documento (la foto aerea del 1945) a supporto di una esclusiva attività valanghiva è perlomeno azzardata; la questione va circostanziata e dettagliata;

faccio un altro esempio: allargando un po’ lo sguardo, a me sembra che una situazione simile sia evidente, sempre nella foto del ‘45, un po’ più a sud, in un'altra vallecola (foto a, b in allegato), priva di vegetazione proprio net tratto terminale e in sinistra idrografica.

Ma poi tutto si tiene: diradamento della vegetazione per attività antropica, dinamica di versante più attiva con produzione di grandi quantità di detrito, fondovalle sovralluvionato, debris flow e valanghe cariche di detrito; si confronti, in proposito, l’aspetto della piccola falesia dietro il rifugio visibile nella foto 3 della serie postata da AD70 con quelle più recenti http://www.rainews.it/dl/rainews/media/D...522.html#foto-3
sempre nella stessa foto 3, già citata da AD70 non riesco a dare altra spiegazione al ventaglio di blocchi di detrito, visibile in primo piano, se non ad un trasporto in massa “recente”.

Originariamente inviato da: AD70
L’area di cresta sembra caratterizzata dalla presenza di litotipi stratificati a forte inclinazione e da incisioni (poste verosimilmente in corrispondenza di cambi di competenza nella successione stratigrafica) in parte prive di vegetazione e con copertura detritica.


Ma infatti, vedi, anche qui: ho sentito alcuni che indicavano la presenza di quei canaloni nivali fino alla zona di cresta come tipica morfologia valanghiva, quando invece è un chiaro controllo strutturale sulla forma in questo caso specifico.

Per l’identificazione della zona di distacco, vedi anche qui https://www.rete8.it/cronaca/123-rigopiano-la-foto-con-il-percorso-della-valanga/

Immagini allegate
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