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Salve Colleghi, vi porgo una questione per un sito a cui sto lavorando. Il sito in oggetto riguarda un abitato in situazione di estese e pervasive fessurazioni sub-orizzontali su tutta la struttura. Per analizzare meglio la situazione ho realizzato due CPT a profondità di circa 10 metri l'una dal PC e un prelievo di campione su terreno di fondazione. Per motivi che non sto quì a spiegare, sul campione non si è potuto procedere ad effettuare una prova edometrica per valutare l'indice dei vuoti e il coefficiente di rigonfiamento, ma sono state effettuate due prove (scatola di taglio diretta, limiti di Atterberg). Mi chiedo se con i risultati di queste prove di laboratorio posso verificare il cedimento dovuto ad argille rigonfianti oppure ho bisogno necessariamente di una prova edometrica? Sono stati installati anche dei fessurimetri per valutare la velocità e la cinematica del movimento. Dalle letture risulta che le fessure hanno una velocità di apertura quasi impercettibile e in qualche caso tendono a recuperare il movimento nei passaggi tra periodo piovoso e non. Premetto che siamo in presenza di depositi di argille e limi con spessori superiori a 10 metri.
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A mio avviso la prova edometrica è il mezzo più attendibile per verificare i cedimenti di un terreno. Mi chiedo se hai eseguito il limite di ritiro, se non altro ti fornisce un'idea dei possibili fenomeni di ritiro dovuti alle variazioni meteo... questo alla luce di quanto hai scritto. Esistono anche metodi indiretti per il calcolo dei cedimenti attraverso l'uso di prove in situ, mi viene in mente Burland & Burbidge, anche se per mezzo di SPT, sicuramente non mancherà qualche autore che ha eseguito studi e correlazioni per mezzo di CPT.. anche se queste vanno sempre prese "cum grano salis"..
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Buonasera Stefano, concordo con grannisi nell'individuare la prova edometrica una straordinaria modalità di raccolta dati. Tuttavia, il limite maggiore è che ti fornisce un valore puntuale. Così pure per i limiti delle argille sotto la fondazione (a meno che tu abbia fatto pure uno scavo che ti ha permesso di considerarle come appartenenti a un potente bancone omogeneo...cosa che puoi vedere anche dalle CPT, cmq) Se dici che i depositi coesivi vanno oltre i 10 m di profondità, devi avere altri buoni motivi per non averli indagati oltre con le tue prove di campagna. Forse l'edificio è largo meno di 7 metri? Forse ha un solo piano fuori terra? In ogni caso, se non puoi fare altre prove aggiuntive, ti consiglio di estrapolarle dai valori delle CPT (peccato tu non abbia fatto CPTU). Assolutamente da evitare le SPT e tutte le correlazioni che le coinvolgono. I nostri terreni hanno ben altre insidie, quelle che le SPT non rilevano certamente.
The road not taken (Robert Frost)
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