La traccia che hai segnato in blu era proprio quella a cui mi riferivo nel messaggio precedente: una piccola scarpata ricalcata dal manto nevoso, e corrispondente, io credo, all'affioramento del substrato, la cui giacitura è evidente sul crinale (nell'ingrandimento, foto 2, si vedono bene le testate degli strati, io credo); potrebbe anche trattarsi della scarpata laterale di una piccola frana o poligenica in corrispondenza della quale, d'inverno, il manto nevoso si stacca (e infatti così è successo, mi pare, nell'ultimo episodio)
Ok per l’elemento strutturale, ma mi premeva avere un commento sugli elementi perimetrati e riferibili verosimilmente a valanghe.
Probabilmente le persone che conoscevano il territorio, a prescindere da qualunque studio o catalogazione di eventi passati, sapevano che l’area di Vado di Siella era soggetta ad eventi valanghivi e, se confermata la validità della documentazione a disposizione, sapevano anche che, in caso di abbondanti nevicate, l’area di Rigopiano risultava esposta alla pericolosità da valanghe. Riporto nuovamente il verbale del 1999 della guida alpina questa volta tratto dal sito de La Repubblica http://www.repubblica.it/static/infografica/cronaca/rigopiano/Relazione-Comune-Farindola-001.pdf
da cui estraggo ...... “In merito alle possibilità di caduta di masse nevose, slavine o valanghe, nell'area di Rigopiano, non vi è alcun dubbio che sia il piazzale antistante il Rifugio T. Acerbo che la strada provinciale che porta a Vado di Sole possano essere interessate dal fenomeno” ....
dopo l’indicazione sulle metodologie di studio ed un cenno a possibili interventi (di mitigazione?) la guida alpina conclude:
“Con questi dati la Commissione Valanghe potrà fornire indicazioni certe affinché per il futuro si possa garantire la sicurezza delle infrastrutture alberghiere, delle strade e dei parcheggi della località Rigopiano”
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)