Originariamente inviato da: Basalto83
da sempre mi sono posto questa domanda: quando un terreno ha un comportamento geomeccanico coesivo e quando granulare? Lasciando perdere la classica definizione "i limi e le argille sono coesivi e le sabbie e ghiaie sono granulari" che ritengo troppo semplicistica, mi sono sempre affidato ad un collega decisamente più geotecnico e più esperto di me che mi ha detto "un terreno per essere considerato coesivo deve avere come minimo il 20% di componente argillosa".
Esiste secondo voi una linea netta di demarcazione tra coesivi e granulari?
Voi come vi regolate?

Spero di non aver fatto una domanda banale
saluti


Secondo me non è affatto una domanda banale, ed è anche una questione non da poco. La sola granulometria per me non basta a distinguere realmente i terreni coesivi da quelli non coesivi, anche perchè sappiamo bene che i terreni sono quasi sempre "misti", c'è quasi sempre una percentuale di argilla, di limo, sabbia e ghiaia, è poco comune trovare un terreno esclusivamente ghiaioso, o esclusivamente sabbioso, etc. La coesione vera e propria è la resistenza al taglio anche in assenza totale di sigma verticale, conferita dalla frazione limoso argillosa, e secondo me quasi sempre i terreni hanno almeno un pò di coesione, grazie alla presenza di una frazione argillosa, anche quando è piccola rispetto alla frazioni sabbioso ghiaiosa. Per me la presenza di coesione effettiva può essere accertata solo tramite prove triassiali o di taglio, e devono anche essere fatte bene, significative dell'intero ammasso di terreno, rappresentative delle condizioni medie al netto di possibili eterogeneità puntuali, etc. Ti dico questo perchè sulla base della mia modesta esperienza mi sono trovato spesso ad avere a che fare con terreni che erano descritti come sabbioso ghiaiosi, e che dalle prove spt erano indicati come del tutto NON coesivi. Però poi se ci facevo analisi di stabilità di pendio, mi accorgevo che i pendii indisturbati assumevano pendenze locali perfino di 40-45 gradi, quando invece il loro angolo attrito effettivo era descritto come oscillante tra 28 - 32 gradi, o al max 35. Perciò in tali casi ero costretto ad ammettere che pur trattandosi di sabbie ghiaiose c'era cmq una certa percentuale di argilla limo che conferiva modesti valori di coesione, modesti (3-5 Kpa) ma cmq necessari a tenere in posto i versanti, altrimenti non si spiega. Poi magari un certo contributo di coesione veniva anche dalle radici degli alberi, sta di fatto che se nel programma non inserivo un minimo valore di coesione il pendio allora non avrebbe potuto proprio esistere. Poi lascio ad altri più esperti eventuali altre spiegazioni.