Credo che la differenza tra granulare e coesivo, in termini litologici, sia un filo fuorviante in quanto si va a legare la granulometria di un deposito ad un ben preciso comportamento nei confronti di uno stato tensionale indotto e di conseguenza alle sue caratteristiche di resistenza ed anche di deformabilità.
Una classificazione basata quindi sulla grandezza delle particelle non può cogliere tale diversità.
Bisognerebbe più correttamente far riferimento a comportamento drenato o non drenato e, per traslato, a parametri di resistenza in termini di sforzi efficaci o in termini di sforzi totali (approccio utilizzato per ovviare alla non conoscenza delle pressioni interstiziali agenti).
In taluni terreni misti è tuttavia non semplice discernere anche tra approccio drenato o non drenato e tutto dipende dalla velocità con cui si dissipano le sovrappressioni interstiziali rispetto ad esempio al caso specifico che stiamo studiando. Per ovviare a ciò le NTC prescrivono comunque di valutare entrambe le condizioni. A complicare il tutto si unisce la forza impulsiva generata dal sisma che può rendere a comportamento non drenato ciò che in condizioni statiche comunemente non lo è.
Detto questo si capisce che un terreno puramente argilloso, mettiamo NC, a lungo termine avendo avuto il tempo di consolidare e dissipare le sovrappressioni viene correttamente trattato in termini di parametri efficaci. Se il problema risulta di compressione per carico ciò non si rileverà la condizione critica, se il problema è di scarico invece lo sarà.
Questo esempio è per evidenziare come non necessariamente un terreno che contiene argilla avrà un contributo dato dalla coesione (efficace in questo caso) in quanto i terreni normalconsolidati hanno coesione c'=0.
Se parliamo delle verifiche di stabilità molto spesso le coesioni determinate correttamente in back-analysis dal collega sono da ascrivere anche alla generazione di suzione (pressione negativa) per risalita capillare di falda che generano di fatto aumenti delle tensioni efficaci e della resistenza al taglio dei terreni agendo come una coesione apparente. Stante poi scomparire a seguito di piogge che si infiltrano con la generazione di frane superficiali. In taluni casi la coesione è anche dovuta a fenomeni di cementazione tra le particelle.

Un saluto

Ultima modifica di mijasimo; 08/05/2017 14:55.

Fa' sempre la cosa giusta.