Ciao Forren,
in realtà come ho cercato di spiegare per capire a pieno il comportamento dei terreni (almeno quelli coesivi) nei confronti della stabilità non possiamo prescindere dalla valutazione delle condizioni drenate e non drenate al fine di valutare la condizione critica. Per fare questo dobbiamo conoscere la storia dello stato tensionale del terreno ed il percorso di carico o scarico (stress-path) a cui questo è sottoposto. Non ci sono altre strade o scorciatoie.
Attento la coesione "apparente" non è la coesione non drenata ma appunto il contributo dato dalla suzione che in un terreno parzialmente saturo agisce nel terreno con una pressione negativa che noi chiamiamo coesione "apparente" perché effimera dato che questo contributo quando il terreno si ri-satura scompare.
Il contributo di coesione apparente spesso aiuta a tenere su i pendii che guarda caso poi con le piogge quando si saturano franano. In realtà poi il terreno si fessura perché non in grado di sopportare tensioni ma di questo se ne può tenere conto.
Ciò non significa che non ci sia un contributo di coesione, dato da altri fattori, cementazione, radici o vera e propria coesione effettiva c' nei terreni OC.
Spesso ma non sempre questa difficoltà che citi nel riuscire a comporre un modello che propriamente ricalchi la realtà a meno di un contributo di coesione effettiva che devi necessariamente introdurre è perché abbiamo a disposizione software non all'altezza che ci impediscono di modellare il terreno insaturo, per cui siamo costretti a salti mortali rischiando però di allontanarci dalla realtà fisica.
Se costretti a questo il consiglio è porsi ovviamente sul lato cautelativo.

Un saluto


Fa' sempre la cosa giusta.