Lei è un "neofita" desideroso di intraprendere la Professione di Geologo. Saggiamente chiede consigli a quelli che questa Professione la esercitano e che hanno affrontato, anche loro, le criticità che comporta l'inserimento nel mondo del lavoro. Inserimento che, oggi, è tanto più difficile perché ostacolato dalla perdurante crisi economico-sociale che da qualche anno affligge il nostro Paese.
Per molti Geologi di più antica datazione l'inserimento nel lavoro, però, è stato più complicato perché agli esordi della Categoria (correva l'anno 1963)e ancor prima non si sapeva cosa potesse fare con la Laurea.
L'impegno prioritario è stato quello di "costruire" una Professione che non fosse soltanto l'aspirazione all'impiego nell'AGIP o al Servizio Geologico per rilevare la cartografia geologica.
Molti di noi hanno pagato la Professione con sangue, sudore e lacrime. E questo permette di poterLe dare quei suggerimenti che Lei ha chiesto ma che continua a fraintendere perché non intende chiarirsi le idee: la Professione è un'attività intellettuale che si esercita con competenza culturale e tecnica, con assunzione di responsabilità verso il Cliente.
Gli strumenti che il Geologo usa sono "mezzi" d'investigazione non il "fine" della Geologia.
Le attrezzature rientrano nel campo dell'imprenditoria e richiedono rilevanti investimenti di denaro, efficiente organizzazione operativa, attestazioni e accreditamenti ai sensi di legge.
Il possesso di un sismografo (o strumenti di altro tipo) non qualifica il Professionista se questo non possiede le necessarie cognizioni teoriche. Altrimenti sarà solo un "operatore strumentista" che non ha bisogno di essere laureato.
Faccia, con umiltà , tesoro dei consigli (richiesti e gratuitamente ricevuti)e anziché pensare a comprare un sismografo da 10.000,00 € investa su se stesso per dotarsi di una solida base formativa.
Un cordiale saluto
Andrea Maniscalco