2)
i periodi in cui lo spettro in accelerazione potrebbe essere maggiore a quello ottenuto con il metodo semplificato dipendono dalle frequenze proprie del sito e dalle frequenze dell'input sismico? Se così fosse le prime frequenze le conosciamo e possiamo sapere se coincidono o meno con quelle della struttura, mentre le frequenze dell'input dipendono sempre da scelte e strategie in parte arbitrarie ed in parte funzione dell'output di software (non sappiamo se le frequenze dell'input utilizzato nella RSL corrisponderanno a quelle del prossimo forte terremoto)
Nell'incertezza di questi due aspetti forse DM potrebbe utilizzare il confronto frequenze sito-struttura per ovviare alla RSL 2D?
Sì a quello che dici, non è sempre facile prevedere l'amplificazione spettrale rispetto all'amplificazione del segnale.
La normativa non prevede il confronto frequenze sito-struttura ma, come diceva il buonanima Mucciarelli, quando la normativa è stata scritta i rilievi dei microtremori non venivano eseguiti di routine. Per cui utilizzare lo stato dell'arte dovrebbe non essere penalizzante per il professionista.
Questo purtroppo non toglie il fatto che non siamo blindati rispetto ai formali requisiti delle norme.