Grazie della risposta, McCoy.

I valori dei parametri di picco e CV utilizzati non sono quelli della prova di taglio diretto ma da cinque prove SPT. La prova di laboratorio è stata condotta sulla matrice sabbiosa e limosa del campione prelevato in sito (phi_picco = 42°, phi_res = 40°).
Poichè la matrice rappresenta il 25% - 30% di una ghiaia limosa (G = 70%), sono confidente che i valori di phi siano in realtà superiori a quelli di laboratorio; infatti applicando 5 relazioni per la phi_picco e quella di Horvath per phi_dilatanza (da cui di ricava phi_CV = phi_picco-phi_dilatanza), utilizzando poi il metodo statistico di Schneider ottengo phi_picco = 45° e phi_CV = 38°.
Ho anche indicato il valore di densità relativa (60%) che unitamente a pressioni in gioco < 2 kg/cmq giustifica la possibilità di comportamento dilatante.
Quindi i valori da me utilizzati non sono nominali ma effettivamente caratteristici (metodo di Schneider).
Al terreno è stato associato il valore di picco come caratteristico, al fine di poter utilizzare nelle verifiche di stabilità globale il valore di progetto (arctan = tan(phi_picco)/1.25 = 38,7° = phi_CV).
Credo di essere formalmente in linea con le NTC (circ. 2009, § C.6.2.2.4), forse non sostanzialmente perchè per una stabilità globale in caso di prima rottura il valore caratteristici dovrebbe essere phi_CV, non phi_picco.
Lo "stratagemma" ha proprio lo scopo di non massacrare il paramentro di resistenza; arctan(tan(phi_CV)/1.25) = 32° e mi sembra troppo basso perchè non è pertinente a una ghiaia ma ad una sabbia, nemmeno delle migliori.

Aggiungo che per ottenere un valore di phi_CV operativo è sufficiente una prova di taglio diretto su provino completamente rimaneggiato e ricostruito, annullandogli così l'addensamento raggiunto durante la sua storia tensionale; si ottiene un materiale con comportamento incrudente per il quale phi_picco e phi_CV praticamente coincidono, non essendono contributo per dilatanza.

Adottare un phi_res mi sembra esageratamente prudenziale perchè nel mio caso si tratta di una prima rottura. E' vero che - in presenza di rottura progressiva e grandi deformazioni - al momento del collasso parte delle porzioni a valle saranno ormai in condizioni di phi_res ma ce ne saranno altre a phi_CV e addirittura quelle a monte ancora con phi_picco, per cui adottare phi_CV come parametro globale mi sembra più appropriato (ripeto, per una prima rottura).

Pormetto che non tedierò più con numeri e casi specifici, anche perchè in realtà il mio interesse era teorico e consisteva nella natura dei gammaM: 1,25 da dove vien fuori?
Io DEVO applicare la normativa vigente, ma mi piacerebbe farlo con senso critico (magari applicato male ma applicato).

Grazie a tutti, anche per la pazienza.