In effetti phi_cv_k = 38° è un valore molto alto, anche se non necessariamente errato in una ghiaia con grani angolari, molto eterometrica e con varianza dei dati=0.
La procedura corretta sarebbe ricavare prima gli n valori di phi_cv sottraendo ad ogni phi_picco nominale da SPT, il rispettivo valore di dilatanza, presumo con la formula di Kulhawi & Mayne 1990 (Horvath nel suo articolo sulla CPT rimanda a questa formula).
Avremo quindi un dataset di n valori di phi_cv nominali, da sottoporre a trattamento statistico per ottenere phi_cv_k.
Ma, di nuovo, a te non interessa phi_cv_k dato che il phi_cv lo usi solo come riferimento per il phi_peak_d.
Allora dovresti fare riferimento al phi_cv_medio, che se però>38°, allora diventa poco verosimile.
Ma di nuovo, se non ci sono le condizioni per cui l'insorgere dello SL è governato da phi_cv, la norma non richiede il suo uso, che imnplicherebbe l'adozione di uno worst case scenario molto penalizzante per la progettazione e molto costoso.
In altre parole: perchè sprecare tempo e denaro per compattare a dovere il rilevato e poi utilizzare il parametro del materiale totalmente sciolto?