Per qualche settimana mi è stato impossibile entrare in questo Forum e, noto con piacere, che la questione degli aumenti in Campania ha valicato i confini regionali e trovato terreno di discussione, anche interessante.Questo il motivo per riportare di seguito quanto già a conoscenza di molti colleghi fin dal mese scorso.


"Cari colleghi,
il Consiglio dell’ORG nella seduta del 25/09/06 ha approvato a maggioranza l’aumento del 100% della quota associativa. Questo indirizzo si era già appalesato nei mesi precedenti e, nella seduta del 19 maggio 2006, noi della minoranza (Improta ,Lambiase e Severino) avevamo inteso rassegnare le nostre perplessità circa la procedura di aumento adottata. Ci eravamo anche espressi perché Il Consiglio, anche attraverso i CCP, informasse gli iscritti sui motivi di un raddoppio della quota. Questa informativa preliminare avrebbe dovuto trovare la sua sintesi in una Assemblea plenaria ove si potevano illustrare e quindi sottoporre a discussione i motivi di tale indirizzo. Abbiamo anche rappresentato la inopportunità di tale scelta in un momento in cui la categoria deve ben analizzare e scegliere il più opportuno atteggiamento da assumere nei confronti del decreto Bersani. Il nostro, non era non è, un atteggiamento di sterile opposizione fra diverse “ Correnti di Pensiero”, ma solo consapevolezza responsabile che deriva da un indirizzo che ci appartiene e che vuole coinvolgere tutti gli iscritti nelle decisioni che si vanno ad assumere. Così non è stato e, in attesa di poterci confrontare in una pubblica assemblea, vi riportiamo di seguito la motivazione che ha accompagnato il nostro voto contrario.

Il voto contrario del gruppo di minoranza ( Lambiase, Severino) all’aumento della quota d’iscrizione all’Ordine trova le sue specifiche motivazioni in:

1) la questione non può essere decisa in sede di Consiglio ma deve passare attraverso una corposa Assemblea plenaria di tutti gli iscritti;
2) i resoconti contabili ai quali si fa riferimento non chiariscono con esattezza le uscite analiticamente e pertanto non è possibile indirizzare eventuali riduzioni di spesa sulle quali puntare;
3) la possibilità di ridurre la quota d’iscrizione al Consiglio Nazionale riversando tale riduzione nelle casse dei Consigli Regionali.
In definitiva tale indirizzo, ossia l’aumento della quota associativa, era stato preannunciato nel consiglio del 19/06/06 già in tale occasione i consiglieri di minoranza auspicavano sia il coinvolgimento del Consiglio Nazionale che quello della intera categoria. Questo non è stato fatto né è stata attuata una qualche forma di informativa atta a giustificare il raddoppio della quota associativa. Avevamo anche espressa la nostra disponibilità a percorrere una strada tale da poter decidere, su tale questione, all’unanimità (così come già fatto in sede di approvazione del bilancio preventivo). Questo non è avvenuto, come del resto in tante altre occasioni, e pertanto esprimiamo voto contrario all’aumento delle quote associative.
Anna Improta – Rosario Lambiase – Costantino Severino"

Questo è quanto dovrebbe risultare dai verbali. Quindi atteggiamento responsabile e di fattiva collaborazione da sempre attuato in sede di Consiglio e, devo aggiungere, quando ci viene concessa l'opportunità di partecipare. Questo solo per chiarire che come minoranza, al di fuori di sterili contrapposizioni, ci muoviamo sul piano delle proposta. Allo stato manca nel nostro Consiglio regionale il confronto e tutte le decisioni sono presi a maggioranza e pertanto ci è impossibile invertire gli indirizzi che " LA SVOLTA" persegue con scientifica pervicacia.