Non entro in merito alla questione legislativa, in quanto devo ancora leggermi la legge, ma solo in merito alla questione logica: se il terreno scavato resta totalmente all'interno dell'area di cantiere (perchè usata per i reinterri o perchè utilizzata per livellamenti e/o rimodellamenti morfologici) non avrebbe senso effettuare delle analisi dei terreni, in quanto, logicamente parlando, se il terreno è inquinato/contaminato resta comunque nell'area inquinata/contaminata, mentre se non lo è non cambia nulla.
La logica della normativa è che se allontani del materiale inquinato/contaminato allora non puoi portarlo dove vuoi, ma devi considerarlo un rifiuto. se invece la tua area è inquinata, movimentare il rifiuto all'interno della tua area cambia poco; è a tutto vantaggio della proprietà rendersi conto che il suo terreno è contaminato (e quindi fare delle analisi) ma non si può obbligare chiunque fa del movimento terra all'interno del suo cantiere a fare delle analisi del terreno; altrimenti aspettiamoci che l'intero comparto agricolo vada in rovina, visto che anche solo arare il terreno comporta una forma di scavo (il terreno in profondità viene "rigirato" e portato in superficie e viceversa).
Nel caso tale inquinante dovesse andare a contaminare la falda, allora le proprietà vicine se ne accorgerebbero e obbligherebbero la proprietà del terreno contaminato ad eseguire la bonifica completa.