Ciao,
credo che la tua e' una delle tante opinioni, rispettabile ma pur sempre una delle tante in merito.
Ci sarebbe anche da considerare che:
a) le tariffe idriche in Italia sono tra le più' basse d'Europa;
b) sistemi idrici misto pubblico/privato che funzionano egregiamente esistono, vedi Australia;
c) l'attuale sistema e' il risultato di una cattiva applicazione della Leggi Galli le cui intenzioni erano ben altre;
d) nonostante le basse tariffe, c'è sempre il furbo di turno che bypassa il contatore e ruba alla collettività' (altrimenti come si spiegano tassi di perdita del 75% ... il caso di molti piccoli comuni ...) .. la scusa delle bollette alte non regge visto che sono tra le più' basse d'Europa;
e) il privato non e' necessariamente un mostro visto che ci sono esempi di sistemi idrici privati che funzionano abbastanza bene, dove la salute e' veramente tutelata perché' i controllori fanno il loro lavoro e le penalità' non esistono solo sulla carta ma vengono applicate davvero (vedi UK).
Il problema non e' quello di scegliere tra pubblico o privato. Purtroppo queste sono frutto di campagne di disinformazione che tipicamente si fanno con i referendum. Si tratta di avere un sistema idrico dove si tutela la salute davvero, dove l'acqua non manchi mai, dove l'ambiente viene tutelato nell'interesse delle future generazioni e dove si abbia un sistema idrico a prova di futuri cambiamenti climatici.
Certo, questo ha un costo e se non si vuole capire questo, beh, non c'è' speranza. Riguardo ai profitti, ammetto che suona male speculare su un bene primario come l'acqua. Ma se il sistema e' strutturato in modo tale per cui si riesce a proteggere sia gl'utenti che l'ambiente secondo standard ben definiti e i profitti vengono dalle efficienze imposte alle aziende, allora credo che il prezzo da pagare e' un male minore? Le prese di posizione ideologiche e di principio non sempre portano al migliore risultato, non credi?
Saluti
ti posso solo dire che ho lavorato in una ATO per otto anni prima che questa chiudesse per effetto di una legge dello stato (la ben nota modifica al 152/06, nel cui testo era stata incorporata la stessa legge galli e che aveva previsto l'istituzione di questi organi operativi sugli affidamenti dei servizi idrici.
In pratica chi decideva erano i politici e gli amministratori. Scelte tecniche tra un'occhio ai conti del comune, uno a quello del gestore (di fatto l'attuale gestione E' un sistema misto pubblico-privato, solo che di facciata si vuole tenere nascosto) e uno ai possibili voti persi...
l'italia è l'italia, nella gestione dell'acqua come in quella delle mozzarelle...