Per un giovane come Lei, amante della natura e dell'avventura, potrebbe essere una eccellente carta da giocare.
Per quanto concerne il "dottorato" (ammesso che possa accedervi) è pur'esso una buona opportunità per approfondire la materia e acquisire le necessarie capacità, competenze ed esperienze nel percorso dell'insegnamento accademico. In altri settori lavorativi nel campo minerario, in Italia, la vedo molto dura.
Le faccio i miei migliori auguri.
Andrea Maniscalco
Innanzitutto grazie per aver riportato la sua esperienza.
Per quanto riguarda il lavorare all'estero come detto mi piacerebbe anche, vista la possibilità di lavorare nell'ambito che più mi piace, ma solo a breve termine per poi tornare in Italia e lavorare qua, in virtù della mia situazione famigliare (e sentimentale) per la quale reputo impensapile un trasferimento definitivo all'estero. Il ritorno in Italia in futuro vorrebbe dire escludere la libera professione, in quanto difficilmente potrei intraprenderla tra 10 anni (ad esempio) con zero esperienza e conoscenza/e nel settore, e quindi lavorare in un'azienda (non necessariamente legata al settore minerario, poichè in Italia non si hanno simili occasioni al giorno d'oggi). Quello che mi frena è che non so quante realmente sarebbero le possibilità di trovare un lavoro qui in futuro.
Per quanto riguarda il dottorato, rispondendo anche ad anticlinale (che ringrazio per la risposta) e partendo dal presupposto (non scontato naturalmente) che riesca ad accedervi e che lo faccia con una borsa di studio (condizione necessaria per intraprendere questa strada), si tratta di un'opportunità che il professore con cui ho sviluppato la tesi mi ha proposto, e per la quale ci sarebbero margini di lavoro per realizzare qualche seminario, partecipare a congressi, ecc in modo da ampliare la mia rete di conoscenze e fortificare il mio curriculum per la candidatura. In questo caso i miei dubbi riguardano in parte il dover continuare a frequentare l'università, ma soprattutto le prospettive future, e cioè non saprei quantificare le reali possibilità di continuare un percorso accademico interno all'università, anche perchè una volta finito il dottorato rischierei di trovarmi nella stessa situazione attuale, con un'esperienza lavorativa nulla a 28 anni circa e con un titolo di studio che da quanto capisco è "sottovalutato" (cioè non ti da realmente una marcia in più a livello di curriculum).