Lei ha troppe remore.
Vorrei...., mi piacerebbe....., la mamma....., ecc.
La vita è fatta di decisioni che richiedono, talvolta, anche sacrifici e rinunce se si vuole raggiungere un obbiettivo.
I desideri sono soltanto sogni che tali restano se non sono sostenuti da una forte determinazione e un assiduo impegno.
Ritengo, e mi dispiace, che Lei non abbia i numeri per intraprendere la professione di Geologo.
Andrea Maniscalco
Presidente Emerito del Singeop
P.S. La nostra Professione non è affatto vilipesa ma tale la rendono coloro che in assenza di una sicura preparazione producono elaborati progettuali di nessun valore e li svendono per pochi centesimi.
Mi dispiace ma non mi trovo d'accordo, nonostante sia giovane e non abbia sicuramente la sua esperienza, penso che le sue frasi siano certamente ad effetto ma non universali e adattabili ad ogni contesto.
Concordo con lei che i desideri per essere realizzati vanno sostenuti con determinazione e a costo di rinunce e sacrifici, ma devono esserci anche delle condizioni al contorno, le quali sono indipendenti dalla propria volontà, che permettano la loro realizzazione.
Aggiungo inoltre che mi pare piuttosto azzardato dopo un paio di messaggi su un forum (per quanto melodrammatici e intrisi di dubbi e preoccupazioni, lo ammetto) avanzare tali dubbi sulla mancanza o meno dei numeri (?) necessari per la professione in questione.
Non condivido le conclusioni di Maniscalco......pur trovandomi in accordo con il suo P.S.!
Angand, intanto credo di non sbagliare se ti dico che la tua confusione è pienamente giustificata dalle condizioni al contorno che sicuramente non aiutano ed aumentano l’ansia. Per condizioni al contorno intendo la situazione generale della geologia in Italia, i vari stereotipi sulla vita organizzata e pianificata da qui fino alla bara, l’università che ti avrà pure insegnato a riconoscere un trilobite ma sicuramente non ti ha indicato nessuna strada lavorativa, ecc....
Questi sono solo alcuni argomenti che concorrono a destabilizzare chi dovrebbe avere entusiasmo e dinamicità nell'affrontare il futuro.
Detto questo però mi pare che a te un’opportunità è stata data. Cerca di valutare la forza del professore che ti ha proposto il dottorato: ruolo all'interno del mondo accademico, eventuali contratti che riesce ad ottenere, sbocchi forniti a chi ha già conseguito il dottorato, ecc.....
Valuta se il dottorato che ti è stato offerto presenta (o potrebbe presentare) aspetti applicativi utilizzabili successivamente nel mondo della professione e se ti consente di avere contatti con altre persone, magari in giro per il mondo. Poi non è detto che durante il dottorato tu debba necessariamente staccare la spina con il resto del mondo, potresti iniziare a guardarti intorno, fare qualche lavoro per conto tuo......ed intanto levarti dalle scatole gli anacronistici esami di stato e l'eventuale iscrizione all'ordine!
Innanzitutto grazie per la risposta.
Ora come ora è la strada che intendo percorrere, cioè informarmi il più possibile sul dottorato e sulle prospettive una volta terminato questo. Perchè in realtà penso che a livello lavorativo un dottorato sia molto "sottovalutato" e 3 anni di esperienza lavorativa siano più ben visti del titolo accademico.